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Frana Seattle "una catastrofe", 24 morti e 176 dispersi
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"Una catastrofe": così oramai negli Stati Uniti si definisce il gigantesco smottamento che sabato scorso si è abbattuta su un abitato nei pressi di Seattle, nello stato di Washington, sulla costa nord-occidentale degli Usa.

E mentre si ripetono alcuni piccoli miracoli, come il salvataggio di un bimbo e di un neonato, le autorità hanno diffuso i numeri del disastro che somigliano sempre più a un bollettino di guerra: i morti sarebbero almeno 24, anche se ufficialmente si parla di 16: si aspetta infatti di recuperare altri otto cadaveri già individuati.

Ma all'appello mancano ancora 176 persone: si spera di far calare la cifra man mano che le persone momentaneamente inserite nella lista dei dispersi si faranno vive, una volta che la corrente elettrica sarà ripristinata. Ma le speranze di trovare qualcuno in vita sono oramai ridotte a un lumicino.

Le operazioni di ricerca, entrate nel quinto giorno, però non si fermano e si continua a scavare tra le macerie. I soccorritori preferiscono usare le mani o i cani, per evitare che il peso dei mezzi possa fare altre vittime forse ancora in vita sotto il fango. Intanto con il passare dei giorni e delle ore le storie di tragedie si alternano a veri e propri miracoli. Come quelle del salvataggio di un neonato e di un bimbo di sei anni.

Il piccolo di sei mesi è salvo grazie a degli automobilisti che guidando nella zona colpita dal disastro hanno udito dei pianti. Incuranti del pericolo che potevano correre sono subito corsi nel punto dove il pianto si faceva più forte e hanno trovato il bimbo.

Con lui anche la madre che non poteva muoversi perché aveva entrambe le gambe rotte. Prima del neonato, un bambino di 4 anno era stato avvistato da un elicottero dei soccorritori. Era intrappolato nelle sabbie mobili e per recuperarlo i soccorritori hanno dovuto "sfilarlo" dai pantaloni, tanto il suo corpo era incastrato nel terreno. Non possono gridare al miracolo, invece, i fratelli e i figli di un comandante della Marina. Il cadavere di John Regelbrugge, 49 anni, è stato trovato accanto al suo cane nel posto in cui c'era la sua casa prima che venisse travolta. Era con la moglie, ancora dispersa.

Le ricerche sono poi rese difficili dal peggioramento delle condizioni meteorologiche. Uno dei soccorritori ha detto che in alcuni punti è come camminare sul ghiaccio per la precarietà del terreno. Un vigile del fuoco ha spiegato che il danno è peggiore di quanto si fosse immaginato. E si sperava di riuscire a trovare in vita le persone travolte dal fango mentre erano in transito in macchina sulla Highway 530: si è scoperto invece che le vetture sono state tutte ridotte in pezzi.

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