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Gli studenti in procinto di partire per l'estero nell'ambito di uno scambio con altre università possono tirare un sospiro di sollievo. Il Consiglio federale ha deciso oggi, nell'ambito di una soluzione transitoria resasi necessaria dopo la sospensione dei negoziati con l'Ue su Erasmus+, di sbloccare 22,7 milioni di franchi per il 2014.
Questa soluzione di ripiego è stata elaborata dal Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), nell'attesa che la Svizzera possa nuovamente associarsi al programma europeo di mobilità. Tale obiettivo include anche il programma di ricerca Orizzonte 2020.
I costi vengono coperti con i contributi di programma destinati alla Commissione europea per il 2014 inizialmente previsti per la partecipazione a Erasmus+ come paese associato pari a 22,7 milioni, indica una nota odierna del DEFR.
Dal momento che l'89% dei fondi è destinato alla mobilità, questo settore sarà prioritario per l'esecutivo. A tale riguardo, la Confederazione si assume anche i costi dei partecipanti stranieri ai progetti elvetici.
Rispetto alle disposizioni previste in caso di associazione, la quota di bilancio destinata alle attività di progetto diminuirà notevolmente. Berna intende prima di tutto sostenere i progetti d'eccellenza dopo una selezione operata sulla base di criteri nazionali.
Benché la soluzione transitoria non offra tutte le forme di partecipazione a Erasmus+, essa consente di proseguire "i progetti di mobilità già messi in cantiere e assicura ai partecipanti svizzeri la maggiore continuità possibile in vista di una prossima adesione".