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Ucraina: tregua si incrina, 5 uccisi a Slaviansk
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Mostra già le prime incrinature la tregua pasquale seguita all'accordo di giovedì scorso a Ginevra sulla drammatica situazione ucraina. La notte scorsa una sparatoria nei pressi di un posto di controllo eretto dai separatisti filorussi a Bilbasivka, villaggio a 18 chilometri da Slaviansk, città orientale in mano agli insorti, ha causato cinque morti (tre filo-russi e due assalitori).

L'autoproclamato sindaco Viaceslav Ponomarev ne ha subito approfittato per chiedere al presidente russo Vladimir Putin di inviare truppe "a protezione della popolazione locale russofona" o, se ciò non fosse possibile, armi perché - ha spiegato - "non ne abbiamo abbastanza mentre i militari ucraini hanno aerei e blindati".

Ponomarev ha inoltre decretato il coprifuoco in tutta la città di Slaviansk, a tempo indeterminato, da mezzanotte alle sei di mattina. Infine, una truculenta minaccia al ministro dell'Interno ucraino Arsen Avakov, nell'est del Paese per ispezionare le unità della Guardia nazionale di Kiev dispiegate per fronteggiare i separatisti. "Se verrà a Slaviansk - ha dichiarato - sarò il primo a sparargli".

L'unica voce che oggi si è levata a chiedere pace "a tutte le parti interessate" è stata quella di papa Francesco nel suo messaggio pasquale da piazza San Pietro a Roma. Ma da Mosca sono arrivate solo tonanti dichiarazioni, anche se i 40'000 soldati inviati alla frontiera con l'Ucraina non si sono mossi.

La sparatoria della notte scorsa è stata, secondo il ministero degli Esteri russo, "una provocazione che testimonia la mancanza di volontà da parte delle autorità di Kiev nel disarmare nazionalisti e estremisti". Siamo "indignati", è la conclusione. La guerra di propaganda continua. Ma insanguina anche, pure durante la tregua, le strade delle città ucraine a maggioranza russofona più vicine al confine orientale.

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