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Bosnia: con inondazioni pericolo mine in acque e frane
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Le enormi quantità d'acqua che hanno causato inondazioni devastanti nella regione dei Balcani, potrebbero portare ordigni inesplosi, residuati di guerra, fino alle Porte di ferro, la profonda gola attraversata dal Danubio lungo il confine tra Serbia e Romania, o persino fino al Mar Nero. Lo ha detto Fikret Smajis, capo dell'Ufficio regionale di Sarajevo del Centro per lo sminamento bosniaco (BHMAC), precisando che indubbiamente si sono verificati spostamenti dei campi minati ancora numerosi in Bosnia.

Smajis ha invitato la popolazione alla massima cautela quando puliranno le proprie case e cortili e altre zone dove ci potrebbero essere stati campi minati le cui segnalazioni sono state certamente portate via dalle acque e dalle frane.

Le aree minacciate dalle mine sono quelle più colpite dalle inondazioni: Doboj, Maglaj, Olovo, il Cantone di Bihac e le aree lungo il corso del fiume Sava, nonché nei bacini dei fiumi Bosna, Spreca, Usora e Krivaja.

Diciotto anni dopo la guerra del 1992-95 in Bosnia, sono a rischio oltre 1200 chilometri quadrati del territorio del Paese, dove si trovano, secondo le stime 120'000 fra mine e vari ordigni inesplosi.

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