L'ANALISI - I brasiliani pieni di bravi giocatori ma saranno grandi? La Spagna per lo storico bis. E occhio a una Croazia piena di talento e a un Cile mina vagante
Gruppo A
Il gruppo A sulla carta è un gruppo con squadre di tradizione, dunque potenzialmente equilibrato. Ma nell'attuale contingenza il pronostico suggerisce di puntare con qualche certezza su Brasile e Croazia.
Brasile
Cominciamo dai padroni di casa. Il Brasile è naturalmente "condannato" a vincere il suo girone. Felipe Scolari ha già vinto il Mondiale nel 2002, ed è una delle ragioni per cui è stato scelto come condottiero della Seleção in questa edizione così cruciale. Vedremo sicuramente la solita squadra piena di talento, molto offensiva, ma di certo non tatticamente scriteriata. Niente stupidaggini di tipo "il quadrato magico" per lisciare l'orgoglio di star indisponibili alla corsa e al gioco collettivo. Sarà un Brasile simile a quello vincitore in Corea, non bellissimo da un punto di vista estetico ma estremamente pratico nella ricerca del risultato. Ma rispetto alla squadra che si laureò campione del Mondo, il tasso tecnico sembra inferiore. Non ci sono Rivaldo e Ronaldinho (di allora), né Roberto Carlos e Cafù, e soprattutto manca il capo cannoniere di quella edizione: il Fenomeno Ronaldo. Non è una differenza da poco. I bravi giocatori non mancano ma quanti di questi sono davvero dei grandissimi? Luiz Gustavo, Paulinho, Ramires, Willian, Fernandinho, Oscar, Hulk, solo per citarne alcuni dal centrocampo in su, dovranno dimostrare per la prima volta in carriera di essere campioni. Neymar è l'unico furoiclasse sicuro. Il centravanti sarà Fred, che vale Gilardino, ma non è che al Brasile serva di più. Discorso a parte lo merita la difesa. La coppia di centrali, sulla carta, è tra la più forti. Ma né Thiago Silva né David Luiz sono due marcatori (potrebbe toccare a Dante?). L'ex rossonero poi in nazionale non ha mai del tutto convinto mentre il fresco parigino, nel corso dell'ultima stagione, non è quasi mai stato schierato da centrale da Mourinho: non lo vedeva in quel ruolo. La risoluzione dei dubbi sul reparto difensivo, in un senso o nell'altro, potrebbero essere decisivi per il percorso del Brasile. Un ultimo dato da tenere in considerazione è la vittoria della Confederation Cup lo scorso anno. I campioni del Mondo uscenti della Spagna furono liquidati con un secco 3-0.
Croazia
La Croazia è una squadra interessantissima e divertente. Ha qualità, ha freschezza ed ha esperienza. Il centrocampo è indubbiamente il punto di forza con Modric e Rakitic, il primo vincitore della Champions League con il Real, il secondo della Coppa Uefa con il Siviglia, esordiente a Basile o oggi in odor di Barcellona. Accanto a loro la giovane promessa dell'Inter Kovacic, forse ancora un po' acerbo per essere protagonista di un Mondiale. Veramente una mediana di prim'ordine sulla carta. Molto tecnica ma fisicamente non irresistibile, occhio. Davanti la garanzia Mandzukic e Olic è sempre un giocatore affidabile, come Srna in difesa. E a proposito del reparto difensivo, qualche dubbio aleggia sulle qualità dei singoli, ma dovrebbero comunque essere abbastanza solidi. Detto questo la Croazia che arrivò terza nel 1998 era un'altra cosa.
Camerun
Il Camerun è squadra di tradizione e ha ben impressionato nell'amichevole pre Mondiale contro la Germania. Non c'è grande estro nella compagine africana, fatto salvo per l'intramontabile talento di Samuel Eto'o. Al contrario, invece, non mancano le doti fisiche che, tuttavia, hanno storicamente prodotto espulsioni decisive a causa di interventi scriteriati. Il centrocampo è dominato Song. Attenzione anche a Choupo Moting e Webo, davanti. In difesa gioca Nkoulou, che è il centrale del Marsiglia. Il sorteggio non è stato fortunato per i camerunensi. In altri gruppi avrebbero potuto tranquillamente qualificarsi. Nel gruppo A sarà molto difficile. A questo aggiungeteci che la preparazione al Mondiale è stata travagliata per via della trattativa tra la squadra e la federazione per i compensi. Non il modo migliore per iniziare.
Messico
Infine, il Messico. A livello di gironi, nelle ultime edizioni, è sempre stato un cattivo cliente. Un avversario tignoso, che ti imbrigliava, difficile da superare. Questa volta invece i messicani fanno molta meno paura. Gioca ancora Rafa Marquez, per dire. La stella della squadra è senza dubbio il chicharito Hernandez. Ma sembra un po' isolato tra promesse non mantenute, Giovanni Dos Santos, e buoni giocatori come Jector Herrera del Porto. Le qualificazioni al Mondiale, inoltre, sono state molto deludenti. L'ultimo posto sembra inevitabile.
Gruppo B
In questo caso pochi dubbi sulle favorite, basti pensare che Spagna e Olanda sono le finaliste dell’ultima edizione sudafricana, che hanno visto trionfare le Furie Rosse per la prima volta nella loro storia.
Olanda
L’Olanda sconfitta sogna invece la rivincita contro gli iberici: gli Oranje sono sempre un pericolo per chiunque, capaci di stupire tutti e arrivare in fondo, ma anche di uscire mestamente a testa bassa, è però difficile non immaginarli agli ottavi di finale. Utile ricordare come gli olandesi abbiano finora già disputato tre finali mondiali, non vincendone neanche una, una sorta di maledizione: quest’anno gli uomini di Van Gaal, prossimo tecnico del Manchester United, puntano a ripetere l’impresa ’74-’78, quando, guidati da un certo Johann Crujiff, arrivarono due volte consecutivamente all’atto finale, anche se le speranze parlano di un esito finale differente. Inoltre per gli arancioni c’è la volontà di cancellare l’ultimo disastroso europeo, che è costato il posto all’allenatore Van Marvijk. Brutta la perdita per infortunio del talento della Roma Kevin Strootman e condizioni da valutare per l’attacante Robin Van Persie, in fase di recupero. Da tenere d’occhio: Robben, Van Persie e Sneijder.
Spagna
La Spagna invece sogna la storica doppietta, che si trasformerebbe in una sorta di doppia doppietta visti i due europei conquistati nel 2008 e nel 2012. Anche se tutti danno il Brasile come grande favorito, la corazzata di Vicente Del Bosque, fresco di rinnovo fino al 2016, fa paura a chiunque e ha davvero le carte in regola per riscrivere un’altra volta la storia del calcio. Se l’ossatura della squadra è garantita dai blocchi fenomenali di Real Madrid e Barcellona, là davanti a turbare i sonni dei portieri avversari ci sarà anche un certo Diego Costa, brasiliano naturalizzato spagnolo (tanto per aggiungere carne al fuoco delle rivalità) e attaccante letteralmente esploso con la grande sorpresa Atletico Madrid. Il sogno della doppietta mondiale passerà come sempre dai fenomeni Xavi e Iniesta, autentici metronomi e geometri dai piedi sopraffini degli iberici.
Cile
E poi c’è il Cile, autentica mina vagante del gruppo. La squadra di Jorge Sampaoli ha ritrovato un organico all’altezza dei grandi appuntamenti soprattutto grazie al centrocampista juventino Arturo Vidal e all’attaccante del Barça Alexis Sanchez, ex Udinese. Il piccolo (basso ndr) allenatore argentino punta tutto su un calcio offensivo e, se proprio questo è il suo punto di forza in grado di trafiggere qualsiasi avversario, è proprio nella difesa che la Roja ha la sua debolezza e, davanti ai fenomeni spagnoli e olandesi il contenimento sarà opera più che ardua. Ma il sostegno dei caldi tifosi cileni potrà dare sicuramente qualcosa in più e, perché no, permettere di sognare la coppa del metallo più pregiato, un sogno forse inarrivabile, ma nel quale il primo Paese produttore di un altro metallo meno pregiato (rame ndr), crede.
Australia
Infine c’è l’Australia, destinata, almeno nei pronostici, a recitare la parte della vittima sacrificale in questo girone più che competitivo. Gli Aussie festeggiano il 40° dalla loro prima apparizione a un mondiale e forse questo sarà l’unico traguardo che la squadra di Ange Postecoglu raggiungerà nella rassegna Verdeoro. L’obbiettivo è sicuramente quello di ben figurare e non subire goleade, come il doppio 6-0 incassato nelle amichevoli autunnali con Francia e Brasile. Possibile vedere ancora in campo una vecchia conoscenza del calcio italiano, il caparbio e tenace Mark Bresciano. In rosa anche il centrocampista del Lucerna Oliver Bozanic.
AELLE/dielle