Abbiamo raggiunto lo storico bomber della nazionale, e oggi commentatore sportivo, per fare il punto della situazione sulla nazionale rossocrociata, con un occhio su favorite e outsider. Leggi tutti i pronostici di Kubilay Türkyilmaz,

RIO DE JANEIRO/BELLINZONA – Ormai l’attesa è finita, questa sera dopo la cerimonia d’apertura a San Paolo, nello stadio del Corinthians ci sarà il calcio d’inizio della partita inaugurale Brasile-Croazia, inizio previsto alle 22 ora svizzera.
E mentre la febbre da mondiale è ormai salita alle stelle anche da noi e i preparativi per gustarsi al meglio la rassegna vengono ultimati, abbiamo raggiunto lo storico bomber ticinese della nazionale rossocrociata, e ora commentatore sportivo, Kubilay Türkyilmaz, o meglio il Kuby.
Nazionale, allenatore, pronostici, clima…gli argomenti trattati sono differenti, il piglio deciso e sicuro del grande attaccante è sempre lo stesso.
Kuby, come vede attualmente la nazionale e il suo stato di forma, anche dopo le amichevoli con Giamaica e Perù?
“Sinceramente dopo le amichevoli non sono molto fiducioso, non ho visto né grande entusiasmo né grande motivazione. È vero che i giocatori vengono da un anno di calcio e dunque c’era un po’ di stanchezza, ma adesso i mondiali sono un’altra cosa: siamo tutti molto esigenti, d’altronde siamo sesti nel ranking FIFA quindi ci si aspetta tanto da loro. Resta da vedere dunque se loro riescano a gestire questa pressione, in quanto non siamo più una sorpresa, bensì una realtà e quando si è realtà sono necessarie le conferme, vediamo quindi se verrà confermato quanto di buono fatto in qualificazione, anche se il girone era molto facile. Abbiamo diversi giocatori importanti che giocano in campionati importanti: un buon mix di esperienza, gioventù e voglia di fare; speriamo sia la volta buona.”
E come giudica il clima in squadra da quanto visto finora?
“Mi sembra abbastanza buono, poi non è dato sapere se le dichiarazioni corrispondano alla realtà, ma da quello che traspare il clima sembra buono.”
Dove crede che può arrivare concretamente la nazionale?
“Abbiamo scelto Hitfzeld con l’obbiettivo di andare oltre gli ottavi, dove siamo già arrivati. Quindi l’obbiettivo è quello, se si va oltre il suo lavoro ha avuto un senso, altrimenti lo si può considerare un fallimento.”
Proprio rimanendo sul commissario tecnico: come giudica finora il suo operato?
“Sinceramente non è un allenatore che mi piace, almeno dall’esterno. È stato fortunato a trovare un gruppo forte e molto affiatato, composto da giovani con la voglia di arrivare e con l’esperienza giusta. Adesso bisognerà vedere se ci darà quella marcia in più che ci si aspetta da lui, un allenatore che in carriera ha vinto tutto, la speranza è che quindi possa fare vincere qualcosa di importante anche a noi.”
Condivide le scelte fatte e le convocazioni?
“Non sono d’accordo sulle convocazioni di Barnetta e Fernandez, perché se vogliamo essere protagonisti e portare a casa qualcosa di importante ci vuole gente di qualità che quando entra in campo faccia la differenza. Al posto di Fernandez avrei portato Kasami, mentre invece di convocare Barnetta avrei chiamato Stoebli del Thun: un giocatore molto fortunato e con molta euforia, in grado di fare gol a qualsiasi squadra, sia in campionato che in Europa League. Questi innesti avrebbero dato un po’ di freschezza, Barnetta viene invece da un infortunio e ha giocato solo due settimane, arrivando in ritiro non ancora al 100%; un giocatore che quindi verosimilmente giocherà 5 minuti per partita, non vedo il senso.”
Punti forti e punti deboli dei rossocrociati?
“Il punto forte che avevamo noi era secondo me proprio il fatto di poter sorprendere chiunque, visto che nessuno ci considerava come una nazionale forte. Di conseguenza il punto debole è capire se riusciremo invece a gestire questa pressione e questa situazione nella quale non siamo abituati a trovarci, ovvero quella di una squadra che non è più un’outsider, ma una nazionale importante. A un mondiale poi è sempre tutto diverso, il clima l’ambiente e tanti altri fattori, sarà un banco di prova. Vediamo se Hitzfeld si inventerà qualcosa, saranno i piccoli dettagli a fare la differenza, ed è lì che si vede la mano del tecnico.”
La sua formazione titolare, idealmente?
“Più che formazione ideale è il sistema di gioco che non mi piace, non si adatta a giocatori importanti come Mehmedi, come Xhaka e Shaqiri. È un sistema un po’ strano, però non possiamo neanche andare oltre a quello che abbiamo: i titolari sono quelli, bisogna dunque solo trovare i meccanismi per mettere chi in campo è in grado di fare la differenza in condizione di farla. Nei movimenti visti contro Giamaica e Perù non ho visto nulla di interessante, ognuno singolarmente e per i cavoli suoi ed è mancato un gioco di squadra e un’idea chiara di cosa fare in campo.”
Il clima brasiliano, pensiamo ad esempio a Manaus, potrà essere un problema per la Svizzera e per le squadre non di quelle zone del Mondo?
“Penso di sì, sicuramente darà problemi in quanto sono climi ai quali non siamo abituati. Bisognerà vedere come lo staff tecnico ha preparato questa situazione, in particolare se hanno fatto allenamenti specifici in modo da portare i giocatori ad essere a proprio agio in queste condizioni. Ho sentito tra l’altro che a determinate condizioni saranno possibili dei timeout, importanti per recuperare i liquidi. È un torneo e bisogna giocarlo ‘d’esperienza’: ci sono tre partite prima di andare avanti e quindi i calcoli vanno fatti molto bene.”
Allargando maggiormente l’orizzonte, chi vede come favorite alla vittoria finale? E come possibili outsider?
“Credo che le favorite siano sempre le solite: Brasile, Argentina, Germania, Francia e le solite nazionali importanti che possono sempre giocarsela. Come possibili sorprese vedo bene il Giappone, il Belgio e la Bosnia. Mi auguro che il Brasile vada in finale, perché se così non dovesse essere nel paese ci sarà una guerra civile, ne sono convinto, dunque Fifa, sponsor e tutti gli altri cercheranno in tutti i modi di portarlo in finale, e se a sfidare i Verdeoro ci sarà la Svizzera meglio ancora!”
Un’ultima domanda: come e dove vivrà Kuby questo mondiale?
“Kuby sarà in studio alla Rsi, ad iniziare dall’anteprima di questa sera (ieri, ndr). Ci sarò poi tutti i giorni tra il nuovo programma ‘Parole Rossocrociate’, lo studio dedicato alla Svizzera, in occasione delle partite della nazionale, e infine Café do Brasil, con molte novità. Un mese faticoso, ma ci si divertirà!”
dielle