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Tra tifosi e “gufi” nostrani questa sera in scena l’esordio degli Azzurri contro l’Inghilterra. In porta non ci sarà Buffon
Grande attesa per la prima dell’Italia a mezzanotte nello stadio più contestato del mondiale, l’Arena Amazonia di Manaus (dove giocherà anche la Svizzera). Assenze pesanti in difesa per la banda di Prandelli

MANAUS – Inutile negarlo, quando l’Italia gioca le manifestazioni importanti il Ticino si divide in due, tra i moltissimi tifosi e simpatizzanti  e i “gufi” nostrani che non aspettano altro che festeggiare la sconfitta degli Azzurri. Ad ogni modo questa sera tutti si aspettano una grande partita, anche perché di fronte alla truppa di Prandelli sarà schierata quella di Roy Hodsgon, e Italia-Inghilterra non è, e mai sarà, una sfida banale. 

Gli Azzurri arrivano alla sfida incerottati e, a soffrire le assenze, è in particolare il reparto arretrato, con i forfait di De Sciglio e, all’ultimo, del capitano e portierone Gigi Buffon. La retroguardia appare infatti come la più grande incognita: se Sirigu, sostituto naturale di Buffon, dà comunque ottime garanzie, vista l’esperienza accumulata al Psg, così come i veterani Chiellini e Barzagli, sarà tutta da valutare la prestazione di Darmian e Paletta, esordienti a questi livelli. 

Nessuna sorpresa a centrocampo, dove dai piedi fatati di Pirlo passerà tutto il ragionamento calcistico dell’Italia. A dar man forte all’intramontabile fenomeno bresciano ci saranno De Rossi, Verratti, Marchisio e Candreva. Sostanza, ma anche qualità per una sorta di 4-1-4-1 con il romanista a fare da cerniera davanti alla difesa. In attacco spazio all’attesissimo SuperMario Balotelli, chiamato a mettere da parte le balotellate e a caricarsi sulle spalle l’attacco azzurro. La sua consacrazione definitiva (tanto attesa) passa per forza da questo mondiale, dovesse fallire le sue quotazioni crollerebbero probabilmente definitivamente. 

E di fronte? Di fronte gli azzurri troveranno un’agguerritissima Inghilterra guidata da una vecchia conoscenza del calcio svizzero, quel Roy Hodsgon capace di portare la nazionale rossocrociata agli ottavi nel mondiale a stelle e strisce del ’94. Gli albionici arrivano un po’ sottotraccia, ma in forma, alla rassegna Verdeoro. D’altronde, visti i nomi in campo e la tradizione degli inventori del calcio non possono certo venir presi sottogamba. 

La formazione non prevede grandi novità: in difesa largo a Johnson, Cahill, Jagielka e Baines. Davanti a loro il centrocampo sarà formato dal capitano Gerrard e da Henderson a fare da diga verso la retroguardia, ma, considerate le qualità dello storico capitano del Liverpool, da lui passerà anche tutta l’impostazione del gioco. Più avanti il trio Lallana, Rooney e Welbeck a giostrare alle spalle dell’unica punta Sturridge (4-2-3-1). In panca l’altro storico mediano inglese, Franck Lampard. 

Fare pronostici sarebbe azzardato, anche se l’Italia sembrerebbe essere un passo avanti, anche e soprattutto grazie alla rivoluzione Prandelliana che ha donato agli azzurri un nuovo e piacevole stile di gioco, fatto di possesso, palla a terra e verticalizzazioni. Ma anche Hodsgon, in base al foglietto tattico “rubato” con una foto dai media inglesi, prevede una tattica più o meno identica. Tutto si giocherà a centrocampo, chi avrà la meglio in questo reparto prevarrà probabilmente anche nel risultato. 

Infine un’ulteriore grande incognita è rappresentata dal clima, dall’umidità (temperature oscillanti tra i 23 e i 34 gradi, 70% di umidità) e dalle condizioni del campo, non propriamente all’altezza di un mondiale. Ma le incognite varranno per entrambi, non resta quindi che sedersi e gustarsi lo spettacolo. 

dielle

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