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Tristezza da mondiale? Sex Savage! “Di poliamore, di altri partner fantasticati a letto e di sessismo e misoginia”
Dan Savage è un giornalista statunitense. La sua rubrica Savage love, di consigli sessuali e di coppia, è pubblicata in tutto il mondo, in Svizzera è in esclusiva su liberatv.ch

Attenzione. Il linguaggio di questa rubrica è molto esplicito e diretto.

“Di di poliamore, di altri partner fantasticati a letto e di sessismo e misoginia”

Voglio diventare poly, devo dirlo ai miei cari? 

Sono una persona piuttosto noiosa secondo gli standard della tua rubrica, visto che mi identifico come un maschio etero solito ad avere relazioni ‘normali’. Ho realizzato, dopo diverse relazioni a lungo termine insoddisfacenti, che la monogamia non fa per me. Mi piacerebbe avere una relazione importante, soddisfacente e impegnata senza limitare me stesso sessualmente o emotivamente. Mi sono sforzato di rimanere fedele in passato e non ho mai voluto tradire nessuno, vorrei solo delle regole che mi ‘calzino’ meglio così da non dover venir considerato un traditore. Pensi che sia un dettaglio che dovrei rivelare a familiari e amici? Non voglio creare inutile imbarazzo, ma voglio comunque che le persone mi accettino e mi amino per quello che sono. Mi sembra che questo sia un problema del quale l’attivismo non si occupa granché e, mentre il poliamore sembra sempre più comune oggigiorno rispetto al passato, non vedo nessuno che fa coming out come nella comunità gay. È vero che non sono proprio coinvolto con questa comunità, dunque forse sono io a non vedere l’attivismo occuparsi del tema. 
Pondering Over Life’s Yearnings

Risposta

Se non vedi nessuno che è poly (abbreviazione utilizzata per definire i “seguaci” del poliamore ndr) essere pubblicamente allo scoperto, POLY, significa che non stai guardando Showtime, che ha mandato in onda due stagioni di “Polyamory: Married & Dating”, e che non stai prestando attenzione agli attivisti poly già allo scoperto – come Diana Adams, un’avvocatessa (dianaadamslaw.net) specializzata nelle relazioni di famiglia non tradizionali. 
“Plaudo a POLY per aver considerato coraggiosamente di uscire allo scoperto come poly con familiari e amici”, dice Adams. “Abbiamo bisogno di più persone che facciano coming out, così da placare la stigmatizzazione del poliamore. Io sono uscita allo scoperto come poly sui media nazionali sei anni fa, e ho costruito la mia carriera da avvocato difensore proprio sulle famiglie gay e poliamorose.”
La Adams riconosce che non tutti i poly possano uscire allo scoperto – alcuni lavorano per datori conservatori, altri potrebbero perdere la custodia dei propri figli – ma crede anche che quelli che ne hanno la possibilità, dovrebbero farlo. “A quelli di noi che hanno il privilegio di essere già allo scoperto, consiglio di parlare della nostra verità apertamente, in modo da supportare una comprensione culturale delle relazioni sane che vanno oltre la monogamia – e, ovviamente, aiutarci a trovare partner affini. Nel caso di POLY, gli consiglio di imparare prima di tutto qualcosa in più sul poliamore. Il poly è diventato un soggetto d’interesse importante per i media, con diversi profili e articoli di persone uscite allo scoperto pubblicati praticamente ogni settimana. Si colleghi con gruppi come Loving More (lovemore.com) and Open Love NY (openloveny.com), e segua persone come me su twitter (@dianaadamsesq), sarà così aggiornato sull’attivismo nazionale in corso attualmente. Potrà inoltre scoprire consigli e risorse utili a creare relazioni poly di successo.”
Ancora una parola su queste relazioni che funzionano: proprio come per le relazioni monogame che hanno successo, anche quelle poly hanno dei limiti – sia sessuali che emotivi. Ma, invece di arrivare a un accordo con un singolo partner, devi confrontarti con due o più partner. Così quando dici che vorresti essere poly così da avere delle regole che “ti calzino”, POLY, sarebbe meglio che utilizzassi il plurale noi. “Non è detto che una relazione poly sia più facile da mantenere rispetto alle sue precedenti relazioni monogame”, dice ancora Adams. “Il poly funziona bene per le persone che hanno un grande controllo, e soprattutto consapevolezza, delle proprie emozioni e che hanno delle ottime capacità comunicative che permettono loro di creare i propri accordi con i partner. Se POLY è pronto per questo livello di sforzo, allora forse anche il poliamore potrebbe funzionare tanto bene quanto lui lo vorrebbe far sapere al mondo.”

 

Quando siamo a letto insieme penso sempre ad altre donne, cosa mi consigli?

Sono un ragazzo etero di 27 anni, e ho una relazione monogama con una ragazza fantastica da quattro anni. La nostra vita sessuale è piuttosto aperta e sana, nonostante abbia perso un po’ di bollore nell’ultimo paio d’anni – ma è normale, no? Durante l’ultimo anno, o circa, ogni volta che abbiamo fatto sesso, mi sono ritrovato a fantasticare di essere con qualcun’altra. Una barista carina, un vecchio flirt, una MILF sul bus – nella mia testa, mi sto scopando qualsiasi donna eccetto la mia ragazza. La sto tradendo? È un brutto segnale per la nostra relazione? Dovrei ammetterglielo? Dovremmo provare con una relazione aperta? 
Mind Fucking Other Women

Risposta

Se fantasticare sullo scoparsi qualcun altro mentre lo si sta facendo con il proprio partner fosse tradimento, MFOW, allora saremmo tutti degli adulteri. Non è un gran segno che tu lo stia facendo tutte le volte – magari converrebbe provare a concentrarti su di lei di tanto in tanto. Per quanto riguarda il dirglielo, bè, dipende da quanto sicura è lei. Se è realistica sul fatto che entrambi siete attratti da altre persone, allora potresti uscirtene con l’argomento – e magari addirittura condividere le fantasie sugli ‘altri’ durante il sesso. Ma questo significa che anche tu dovrai sentire dei suoi baristi, flirt, o DILF che la eccitano, MFOW. Il che ci porta a un’altra domanda: quando sicuro sei tu? 

 

Vorrei proprio che si cominciasse a discutere seriamente di sessismo e misoginia, anche qui!

Sulla scia degli omicidi a Isla Vista (California ndr), e di tutte le campagne con gli hashtag the #YesAllWomen e #NotAllMen, voglio un cambio nelle discussioni. Voglio sentire la storia di un uomo che avvisa una donna dopo aver scoperto che un amico aveva intenzione di drogarla, la storia di un uomo che interrompe un’amicizia dopo aver scoperto che l’amico ha aggredito la propria ragazza, la storia di un uomo che se la prende con l’ex vendicativo perché ha pubblicato delle foto private e scottanti, e non con la sua ragazza che è solo una vittima. 
Voglio sentire queste storie. Puoi chiedere ai tuoi lettori di mandare delle storie che diano a noi donne speranza sul fatto che gli uomini che dicono di essere dalla nostra parte capiscano e prendano posizione fortemente anche nelle loro vite di tutti i giorni? 
One Sad Woman

Risposta

Le #YesAllWomen e i #NotAllMen non erano in concorrenza, ma delle campagne twitter complementari, OSW. 
Dopo che Elliot Rodger decise di assassinare la donna che lo aveva respinto – si è sentito autorizzato a farlo stando al suo “manifesto” misogino e folle – milioni di donne cominciarono a twittare di sessismo, violenza sessuale e misoginia che avevano provato sulla propria pelle nella vita quotidiana, sotto l’hashtag #YesAllWomen. Quando alcuni uomini – ma non tutti (mi spiace) – cominciarono a rispondere a quei tweet con delle variazioni di “Non siamo tutti così!” nacque l’hashtag #NotAllMen, OSW, ed era una critica. Come però scrisse Phil Plait su Slate: “Perché non è d’aiuto dire che ‘non tutti gli uomini sono così’? Per molte ragioni. Una: le donne lo sanno. Sanno già che non tutti gli uomini sono stupratori, assassini o violenti. Non c’è bisogno di dirglielo…Invece di andare sulla difensiva e distrarre l’attenzione dall’argomento (misoginia, sessismo, violenza), provate a stare tranquilli e ad ascoltare concretamente cosa stanno dicendo le migliaia di donne che ne stanno discutendo.”
Dunque sono un po’ esitante ad invitare gli uomini a condividere le proprie storie “non siamo tutti così”, OSW, perché sono d’accordo con Plait: forse gli uomini farebbero bene a starsene zitti e ascoltare. E poi c’è anche questo: è assolutamente possibile che un uomo faccia la cosa giusta in un’occasione – concludere un’amicizia con un amico che ha fatto qualcosa di brutto ad un’amica – e che poi poco dopo cambi completamente atteggiamento e faccia lui stesso qualche stronzata. 
Gli uomini non dovrebbero venir incoraggiati a pensare che una singola azione nobile li liberi – ci liberi tutti – dalla nostra responsabilità collettiva in quanto uomini nel combattere il sessismo e la misoginia (una breve nota per tutti gli amici ricchioni: cosa significa per noi combattere la misoginia e il sessimo? Bè, gli omofobi ci odiano perché ci percepiscono come se fossimo donne – siamo effeminati, succhiacazzi, penetrati. L’omofobia è la sorellina della misoginia, e un mondo meno misogino sarà anche un mondo meno omofobo. 
Se dunque volete combattere il sessismo e la misoginia per l’amore delle vostre mamme, sorelle, zie e amiche – e c’è qualcosa che non va in voi se non lo volete fare per loro – allora fatelo anche voi ragazzi.)
Mi sto occupando della tua lettera però, OSW, e invito volentieri le donne – prendetevi questa maschietti! – ad entrare nello spazio dedicato ai commenti per pubblicare e condividere le proprie storie sugli uomini che hanno fatto la cosa giusta. 
Questo non significa però che gli uomini debbano sentirsi esonerati dalla propria responsabilità nel combattere il sessismo e la misoginia, o che debbano minimizzare il problema perché “non tutti gli uomini sono così”, ma piuttosto dare agli uomini che leggono degli esempi concreti di che cosa significhi per un uomo combattere il sessismo e la misoginia. 

(traduzione di Dario Lanfranconi)

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