Per gli Azzurri due risultati su tre possibili; in campo 6 titoli mondiali per una sfida stellare. Nel frattempo ieri definiti i primi due ottavi di finale: sfida tutta sudamericana con Brasile-Cile, mentre l’Olanda se la vedrà con il Messico

L’ANALISI – La sfida è intrigante, una di quelle che di solito ci si aspetta nelle fasi finali, negli scontri diretti da dentro o fuori, di quelle che fanno venire i brividi solo a leggere le formazioni. Invece sarà “soltanto” l’ultimo turno del girone e una, tra Italia e Uruguay, questa sera saluterà la rassegna Verdeoro. In campo 6 titoli mondiali, per un match carico di significati che non ha bisogno di grandi presentazioni.
L’Uruguay è squadra tosta e competitiva, una piccola nazione che nella storia del pallone ha saputo esprimere grandi talenti a getto continuo, restando sempre, o quasi, ai massimi livelli, basti pensare al quarto posto conquistato quattro anni fa in Sudafrica, o al celebre “Maracanazo”, quando nella finale del ’50 nello storico stadio brasiliano, con un gol dell’attaccante Alcide Ghiggia, di ascendenze ticinesi, la “Celeste” fece piombare i brasiliani in un incubo tremendo che ancora oggi non è stato superato (Ghiggia, unico ancora vivente della squadra, non è stato invitato dai brasiliani alla cerimonia di apertura ndr). Tutti presupposti che devono fare temere la truppa di Prandelli che ieri, in conferenza stampa, ha posto l’accento non tanto su aspetti tecnici o tattici, quanto appunto sull’orgoglio e la voglia da mettere in campo: “Conterà arrivare primi sulla palla, conquistarla con voglia, dare tutto. Gli uruguaiani lo faranno. Hanno più orgoglio di patria” ha dichiarato il Ct azzurro.
A turbare i sonni italiani là davanti ci saranno i soliti Cavani e Suarez, due ‘guerrieri’ (gli uruguaiani discendono dalla nobile stirpe dei Charrua, popolo appunto di guerrieri ndr) ai quali non bisogna certo insegnare il mestiere del goleador. Ma è tutto l’organico della Celeste, panchina compresa, a fare paura, e un occhio di riguardo particolare va dedicato al dinamico e sorprendente Rodriguez. Il modulo sarà il 4-3-1-2 visto finora.
L’Italia cambia pelle e si affida al “blocco Juve”
Grandi cambiamenti in vista per Prandelli che, probabilmente deluso dalla prestazione inguardabile, per usare un eufemismo, messa in campo dai suoi contro la Costa Rica, dà il via a una piccola rivoluzione.
Si passa infatti alla difesa a tre, con un 3-5-2 che ricorda molto gli schemi juventini di Conte: davanti all’intoccabile Buffon, la retroguardia sarà affidata al trio Bonucci, Chiellini e Barzagli. Più avanti, sugli esterni, chiamati comunque a coprire in fase difensiva, l’ottimo Darmian e il recuperato De Sciglio. In mezzo al campo l’irrinunciabile e infinito Pirlo, affiancato dai piedi comunque all’altezza di Verratti e Marchisio. Compagnia anche per Mario Balotelli, che potrà contare sull’appoggio di Ciro Immobile. Una coppia, quella d’attacco, mai provata e, anche se sulla carta dall’enorme potenziale, tutta da verificare alla prova dei fatti.
Appuntamento quindi alle 18 per una grande sfida per la quale è quasi impossibile fare un pronostico, per dirla con le parole del Mago di Setubal Mourinho a Eurosport: “L’Italia si deve preoccupare, e l’Uruguay si deve preoccupare. È una gara che poteva tranquillamente essere un quarto di finale, una semi o, perché no, anche una finale.” L’Italia riuscirà a destarsi?
Gli incroci
Se come detto all’Italia basterà un pareggio per passare il turno, all’Uruguay non rimane che la vittoria. Difficile per gli Azzurri la conquista del primo posto, le speranze italiane sono riposte in un possibile sussulto d’orgoglio degli inglesi che, già eliminati, dovrebbero battere la ‘sorpresa’ del mondiale Costa Rica per abbassarne la differenza reti, ora a +3, e contemporaneamente vincere con la Celeste, possibilmente con almeno due gol di scarto, se non tre.
In serata si decideranno anche le avversarie di Costa Rica e di Italia o Uruguay: nel gruppo C la Colombia è già quasi sicura del primo posto, mentre il secondo biglietto per gli ottavi se lo giocheranno Giappone, Costa d’Avorio e Grecia, con gli africani in vantaggio (a 3 punti, ellenici e nipponici a 1 punto). Alle 22 si affronteranno Giappone-Colombia e Grecia-Costa d’Avorio.
Primi ottavi di finale definiti
Ieri hanno cominciato a prendere forma gli abbinamenti della fase finale ad eliminazione: grazie alla vittoria sul Cile i fin qui ottimi olandesi di Van Gaal, tre vittorie su tre, affronteranno il Messico che, battendo la Croazia per 3-1, ha conquistato il secondo posto del girone dietro al Brasile e per la sesta volta di fila l’accesso agli ottavi.
I padroni di casa, vincitori ieri sera sul Camerun per 4-1, con un'altra splendida doppietta del fenomeno Neymar, hanno messo al sicuro il primato di gruppo e se la vedranno con il Cile per una sfida affascinante e tutta sudamericana.
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