Anche la vittoria potrebbe non bastare (ma dovrebbe), in un girone dove i giochi sono ancora tutti aperti, Honduras escluso. Ancora poche certezze sulla formazione, probabile l’utilizzo di Schär

MANAUS – Il fatidico giorno è arrivato: questa sera alle 22 la nazionale rossocrociata si giocherà il tutto o niente contro l’Honduras, una situazione fotocopia di quella di quattro anni fa quando, proprio contro gli honduregni, serviva una vittoria e non si riuscì ad andare oltre lo 0-0. Anche oggi servirà una vittoria, che potrebbe però anche non bastare (ma dovrebbe bastare). Probabile la sostituzione di Senderos con Fabian Schär.
Formazione
Dal Brasile di certezze ancora non ne arrivano, ma è data quasi per sicura la sostituzione dell’impalpabile Senderos con il fin qui inutilizzato Fabian Schär, anche a causa dell’infortunio che ha costretto Von Bergen al rientro in Svizzera. Il resto della difesa dovrebbe rimanere invariato. Dubbi anche a centrocampo, dove la prestazione scialba e l’errore clamoroso sul secondo gol francese di Valon Behrami, sommato al gol messo a segno dal subentrato Blerim Dzemaili, potrebbero spingere Hitzfeld al cambio dal primo minuto per affiancare ‘l’intoccabile’ Inler. Behrami, ai microfoni Rsi, si è detto tranquillo e pronto ad accettare le decisioni del mister, aggiungendo però che se “fossi in lui, per giocarmi tutto in una partita, punterei sulle certezze”.
Più avanti si vocifera di un possibile spostamento di Shaqiri, sempre più criticato, in mezzo al campo, ad agire da trequartista, dal primo minuto e non a partita in corso, affiancato da Mehmedi (forse l’unico a salvarsi dal disastro francese) e per il terzo posto solito ballottaggio tra Stocker e Xhaka, autore di uno splendido gol nel finale contro i Galletti. Ballottaggio anche in attacco tra Seferovic e Drmic.
Le possibili combinazioni che ci mandano agli ottavi
Per capire come i rossocrociati possano staccare il biglietto per la fase finale è necessario partire dalla differenza reti generale nel gruppo, primo criterio Fifa in caso di arrivo in parità: La Francia è a +6 (a 6 punti), L’Ecuador a 0 (3 punti), la Svizzera a -2 (3 punti) e l’Honduras a -4 (0 punti).
Come detto la Svizzera deve battersi per la vittoria, che la porterebbe a 6 punti. Ma, qualora l’Ecuador dovesse battere i francesi, anche la vittoria potrebbe non bastare più, o almeno servirebbero due gol di scarto se gli ecuadoregni vincessero con uno scarto singolo. Se invece la Francia perdesse con più gol al passivo, i rossocrociati dovrebbero vincere con un scarto superiore rispetto a quello dell’Ecuador. Esempio: Ecuador-Francia 1-0, la Svizzera deve vincere 3-0, e via di seguito (2-0/4-0, 3-0/5-0, …). Questa è decisamente l’ipotesi più pessimistica, meglio liquidarla subito e affidarsi al fin qui ottimo undici francese, sperando perlomeno in un pareggio.
Pareggio che spalancherebbe le porte degli ottavi, ma solo in caso di vittoria elvetica, perché con il doppio pareggio avrebbe la meglio l’Ecuador in virtù della miglior differenza reti.
Se invece la Francia, come tutti sperano, dovesse battere l’Ecuador alla Svizzera basterebbe anche un pareggio. Paradossalmente infine gli ottavi potrebbero venir conquistati anche con una sconfitta di misura (1-0), se contemporaneamente i Bleus dovessero vincere con almeno 3 gol di scarto.
Ma non è speculando sui risultati altrui che una nazionale deve scendere in campo, dunque sotto a tutta per questo match-ultimatum che va giocato come se non ci fosse un domani, cercando di gonfiare la rete avversaria il maggior numero di volte possibile. L’Honduras giocherà verosimilmente il suo calcio fatto di organizzazione tattica e “palla lunga e pedalare”, ma i grimaldelli per squarciare gli spazi chiusi sono tutti nei piedi talentuosi dell’undici di Hitzeld, basta non dimenticarseli nello spogliatoio.
dielle