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Egitto: sangue e scontri nell'anniversario caduta Morsi
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Almeno un morto e un numero imprecisato di feriti, scontri fra polizia e manifestanti, decine di arresti, alcune esplosioni di ordigni artigianali, piazze - tra cui la simbolica e centralissima Tahrir al Cairo - blindate: la "giornata della collera" dei Fratelli musulmani nel primo anniversario della deposizione del loro presidente Mohamed Morsi ha scosso l'Egitto ma tutto sommato meno di quanto ci si poteva aspettare.

Proprio il 3 luglio dell'anno scorso i militari, sull'onda di oceaniche proteste popolari che fecero temere una guerra civile, deposero l'islamista Morsi ora sotto processo in carcere. E, per l'anniversario, la sua Confraternita islamica aveva annunciato che 35 cortei sarebbero partiti da altrettante moschee del Cairo per convergere su piazza Tahrir. Nella "giornata della collera ardente" la Fratellanza dichiarata terrorista aveva esortato a "far esplodere il vulcano della rabbia ma senza perdere il carattere pacifico" anche in manifestazioni in "tutti" i 29 governatorati del Paese.

Le forze di sicurezza hanno stroncato più o meno sul nascere diverse manifestazioni con lancio di lacrimogeni, ma varie fonti attendibili hanno segnalato la morte di uno studente di 18 anni, Mohamed Bahaa, figlio un dirigente dei Fratelli musulmani e segretario del sindacato degli avvocati. La Confraternita, da parte sua, ha sostenuto che è stato ucciso anche un altro giovane di 20 anni mentre una terza persona è rimasta gravemente ferita. Scontri sono stati segnalati in vari punti della megalopoli, tra cui Mohandessin (est) e Ain Shams (nord-ovest), ma anche ad Alessandria e in altre città. Il ministero dell'Interno ha annunciato diverse decine di persone arrestate a Minya, Beni Suef, Suez Beheira e Fayoum. Sono anche circolate foto del tentativo di dar fuoco ad una postazione di polizia a Helwan (sud del Cairo).

Al Cairo l'enorme piazza Tahrir è stata completamente chiusa fin dal mattino con alte barriere metalliche dai colori della bandiera egiziana e con un presidio di blindati: la sua rotatoria è rimasta deserta mentre un anno fa, al momento della caduta di Morsi, era stracolma di milioni di persone considerando anche le arterie che vi confluiscono. Chiusa anche piazza Rabaa al-Adawiya, teatro dello sgombero con almeno 700 di morti (ma secondo Amnesty 1.400) dei sit-in (armati) dei Fratelli musulmani nell'agosto scorso. La Confraternita ha comunque vantato di essere riuscita ad arrivare con i suoi cortei a non meglio precisate "piazze importanti nonostante le misure di sicurezza". I manifestanti hanno bloccato almeno due strade e dato fuoco a pneumatici.

Circondato da militari e forze dell'ordine anche il palazzo presidenziale di Heliopolis, preso di mira lunedì da ordigni che avevano ucciso due artificieri. Anche la scorsa notte sono stati lanciati o piazzati ordigni al Cairo: uno vicino ad un ospedale militare ad Abbasiya e due nel quartiere popolare di Imbaba. A Kerdasa, una ex-roccaforte dei Fratelli musulmani, una persona è morta e una è rimasta ferita mentre costruivano un ordigno.

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