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La minicronaca ticinese della ‘tragedia’ brasiliana vissuta a Rio: “Passati dal sogno all'incubo”
Tre nostri lettori ci inviano un breve e simpatico resoconto della triste giornata vissuta ieri sulle spiagge di Copacabana, nella capitale brasiliana. Il maxischermo, l’ambiente incredibile…poi l’acquazzone, la pioggia di gol e la terribile realtà

RIO DE JANEIRO – “Una giornata che si prospettava perfetta, iniziata nel primo pomeriggio, quando, dopo che il nostro amico Alex, ticinese ormai trapiantato in terra Carioca, ci ha accompagnato in spiaggia:  partitelle al ‘futebol’ sulla più famosa spiaggia di Rio, un’abbuffatta di ‘fejoada’ squisita, la Caipirinha immancabile e la maglietta del grande assente Neymar comprata in saldo e indossata…” E poi? Poi l’incubo teutonico si abbatte come un ciclone sui Verdeoro, e anche il cielo sembra piangere insieme ai brasiliani. 

È l’inizio della minicronaca che Ivan, Aaron e Stefano, tre nostri lettori e amici, ci hanno spedito all’indomani del tracollo brasiliano nella prima semifinale del mondiale casalingo. Se qualcuno ancora non lo sapesse il match si è chiuso sul 7-1 per i tedeschi. 
 
Il racconto continua: “16.30 tutti in spiaggia con il maxi schermo, milioni di persone, un ambiente semplicemente spettacolare e indescrivibile, tavolino delle ‘Caipi’ sulla sinistra e un’infinita marea verdeoro in festa a ritmo di samba...poi noi, 3 ticinesi (brasileiri per l'occasione) ipergasati!!!”
 
Ma poi qualche segnale di quanto di brutto sta per accadere comincia ad arrivare dal cielo: “Ore 16.55 si addensa IL nuvolone nero su Rio, diluvio tropicale, fuggi fuggi generale e noi troviamo posto in un baretto giusto in tempo per l’inno strappalacrime. 17.14 un intero Paese è ammutolito…17.15 smette di piovere e si torna in spiaggia, increduli”
 
Fino al tracollo definitivo, quando anche un po’ di paura fa capolino: “17.26 quinto gol, petardi e botti. Poi i lacrimogeni della polizia in tenuta antisommossa: sembrava che ci fosse stato un attentato! Tutti hanno iniziato a correre verso il mare e poi come delle saette nella direzione opposta del maxischermo…E a questo punto temi anche un po' per la tua vita (sembrava di essere in un film). Mai nessuno saprà cos'è successo veramente, molto probabilmente niente, giusto un paio di petardi. Ma il pensiero nel frattempo correva già alla necessità di trovare un altro bar, sempre in spiaggia, per vedere il secondo tempo, dopo la foto ricordo con un altro gruppo di svizzero-tedeschi"

E infine anche il triste epilogo, con la seconda parte della partita ormai ‘subita’ senza più nessun entusiasmo: “Uno di noi nella fuga perde anche un infradito. Il secondo tempo ce lo guardiamo nel bar sull’arenile finalmente trovato, ma ti senti ancora nel mezzo di un incubo: diluvia e la ‘Caipi’ non ti va più…è la triste fine del sogno verdeoro!!!”

“Ma domani è un altro giorno, un giorno di mare e semifinale…”

Guarda le immagini.

dielle

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