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Argentina-Germania: e se stasera perdesse la squadra migliore?
L'ANALISI - Stasera la finalissima del Mondiale. Sarà tradizione contro innovazione. Spettacolo contro catenaccio. Gioco di squadra contro la giocata del singolo. I tedeschi favoriti ma occhio ai fantasmi dell'Arancia meccanica e della statistica

di Andrea Leoni

Tutta la storia delle finali mondiali tra Argentina e Germania, ci racconta di una gara combattuta e conclusasi con un gol di scarto e una vittoria ciascuno. Nel 1986, quando c'era ancora il muro di Berlino e i tedeschi avevano la nazionale dell'ovest e quella dell'est, si aggiudicò la Coppa la squadra di Maradona vincendo per 3-2. Mentre nel 1990 la cortina di ferro era appena venuta giù e ancora non si era compiuta la riunificazione del Paese e della squadra di calcio: la Germania occidentale si laureò campione del Mondo per la terza volta battendo gli argentini (fermi a due trofei) per 1-0 grazie al contestatissimo rigore messo a segno da Brehme all'84'. Da allora l'Argenina non ha più disputato una finale, mentre la Germania ne ha giocata un'altra, perdendola contro il Brasile, nel 2002. Entrambe hanno dunque la loro maledizione da sfatare: la Germania unificata non ha mai vinto, l'Argentina aspetta di giocare la Bella e di pareggiare il numero di coppe in bacheca da ben 24 anni.

L'ultimo precedente nella competizione tra le due squadre risale al Mondiale sudafricano di quattro anni fa: i tedeschi si imposero per 4-0 contro la squadra di Maradona. Ma da allora molte cose sono cambiate. L'Argentina è tornata ad essere sé stessa: ovvero una squadra brutta, tignosa, con un'organizzazione ultra difensiva che si affida al contropiede e alle giocate del campionissimo. Anche se Messi non è e non sarà mai Maradona, in questo Mondiale si è sbloccato segnando 4 reti. La Germania, con lo stesso CT, ha estremizzato il tradimento della propria tradizione, proponendo un gioco totale, fondato sul palleggio, sul movimento e sulla tecnica, con la paziente ma costante ricerca del goal.

Se agli uomini di Löw riuscirà la conquista del titolo sarà calcisticamente un fatto di maggiore portata storica rispetto a una vittoria argentina. Vincere, rivoluzionando il proprio calcio, è qualcosa di molto più grande che vincere e basta. Se la Nazionale tedesca sarà campione del Mondo avremo una squadra da consegnare alla Storia, come il Brasile del 1970, l'Italia del 1982 e la Spagna del 2010. Realizzerebbe in qualche modo il sogno dell'Arancia meccanica olandese progettata da Rinus Michels, sconfitta due volte in finale (1974-1978) proprio da Germania e Argentina. E il riferimento all'Olanda, e al modo in cui perse quelle due finali, dovrebbe essere il principale spauracchio dei tedeschi. Così come il dato statistico che segnala il fatto che mai una squadra europea è riuscita ad imporsi in un Mondiale Sudamericano.

Gli argentini al contrario ripropongono la loro vecchia ricetta. Higuain sarà il primo difensore, Lavezzi (e chi gli subentrerà) farà sostanzialmente il terzino, e a Messi spetterà il compito di "spaccare" la partita, anche, se non soprattutto, attraverso un calcio piazzato. L'Argentina non ha incassato neppure un goal nella fase eliminatoria. La Germania ne ha presi due: uno dall'Algeria agli ottavi, l'altro, irrilevante, nel Minerazo. Per cambiare il ritmo in fase offensiva agli argentini mancherà come il pane Angel Di Maria. Ma sarà in campo l'altro uomo chiave, Mascherano, il vero leader della squadra. Uno che sembra avere le stigmate leggendarie del grande capitano Obdulio Varela.

Sarà tradizione contro innovazione. Spettacolo contro catenaccio. Gioco di squadra contro la giocata del singolo. La Germania parte favorita nella gara del Maracanà perché è la squadra migliore: lo dicono i numeri e l'esibizione di forza e qualità espressa in ogni partita. Ma la sensazione è che se non riuscirà fin dall'inizio a indirizzare la partita sui binari preferiti, rischia di perdere certezze. E allora il favore del pronostico potrebbe presto ribaltarsi. E come recitava il titolo di un memorabile libro di Franco Rossi dedicato alla storia dei Mondiali a perdere potrebbe essere il migliore.

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