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La scrittrice sudafricana Nadine Gordimer, premio Nobel per la letteratura nel 1991, è morta ieri sera nella sua casa di Johannesburg, all'età di 90 anni. L'annuncio della scomparsa è stato dato oggi dalla sua famiglia, la quale ha precisato che Gordimer - una delle più importanti voci contro l'apartheid - è morta "serenamente" circondata dall'affetto dei suoi figli, Hugo e Oriane.
Gordimer era nata nel Transvaal, in Sudafrica, il 20 novembre 1923. La gran parte dei suoi libri è stata tradotta in italiano dalla casa editrice Feltrinelli: "Un mondo di stranieri" (1961), "Occasione d'amore" (1984), "Un ospite d'onore" (1985), "Qualcosa là fuori" (1986), "Una forza della natura" (1987), "Il mondo tardoborghese" (1989), "Vivere nell'interregno" (1990), "Luglio" (1991), "Storia di mio figlio" (1991), "La figlia di Burger" (1992), "Il salto" (1992), "Nessuno al mio fianco" (1994), "Scrivere ed essere. Lezioni di poetica" (1996), "Un'arma in casa" (1998), "Vivere nella speranza e nella storia. Note dal nostro secolo" (1999), "L'aggancio" (2002), "Sveglia!" (2006), "Beethoven era per un sedicesimo nero" (2008), "Il conservatore" (2009), "Ora o mai più" (2012), "Racconti di una vita" (2014) oltre ad alcuni racconti nella collana digitale "Zoom"; ha inoltre curato la raccolta "Storie" (2005).
A Nadine Gordimer è stato conferito il Premio internazionale Primo Levi nel 2002. Nel 2007 ha vinto il Premio Grinzane per la letteratura. È stata inoltre insignita della Legione d'onore dalla Repubblica francese.
Storica attivista dell'antiapartheid, quando Nelson Mandela venne liberato Nadine Gordimer fu una delle prime persone che volle vedere. È a casa sua che si riunirono per lungo tempo gli esponenti dell'African National Congress che avevano bisogno di un rifugio sicuro.