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MPC: 'ndrangheta a Frauenfeld, 16 arresti di cui 2 "svizzeri"
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Si precisano i contorni dell'indagine nei confronti della cellula della 'ndrangheta operativa da circa 40 anni a Frauenfeld (TG) e direttamente collegata alle cosche di Vibo Valentia e Reggio Calabria. Oggi il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha confermato l'arresto di 16 persone in Italia, di cui due domiciliate in Svizzera. Il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber ha inoltre tenuto a precisare che il video diffuso su Internet con la registrazione di una riunione della "Società di Frauenfeld" è stato trasmesso dall'MPC alle autorità italiane.

In una conferenza stampa a Berna, Lauber ha sottolineato che l'inchiesta elvetica iniziata alcuni anni fa è tuttora in corso e finora non è stato effettuato alcun arresto in Svizzera. L'MPC si aspetta tuttavia che le autorità italiane chiederanno l'estradizione delle 10-20 persone implicate. La maggior parte sono Italiani domiciliati da tempo a Frauenfeld, alcuni hanno la doppia nazionalità o il passaporto rossocrociato.

Il Ministero pubblico è tenuto al segreto istruttorio e non avrebbe informato i media se i colleghi italiani non avessero divulgato la vicenda, ha aggiunto un sensibilmente irritato Lauber. Secondo l'MPC, "le procedure penali italiane riguardano attività criminali dei presunti membri di questo gruppo 'ndranghetistico (traffico di stupefacenti e traffico d'armi)".

Il procuratore generale della Confederazione ha sottolineato la stretta collaborazione con le autorità italiane, con le quali è stata formata una squadra comune, con la Polizia giudiziaria federale e le autorità di perseguimento penale dei cantoni di Turgovia e Zurigo, "ciò che ha permesso alle autorità antimafia italiane di procedere agli arresti" nel Reggino.

Il Ministero pubblico non è però tenuto a divulgare ulteriori informazioni in merito alla vicenda. "Queste ultime vanno semmai richieste alle autorità italiane", ha dichiarato ancora Lauber, visto che "le principali e concrete attività criminali sono state commesse in Italia". In seguito agli arresti, le autorità della vicina Penisola hanno presentato richieste di assistenza giudiziaria alla Svizzera, si è limitato ad aggiungere il procuratore generale.

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