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Ebola, farmaco 'azzera' il virus nelle scimmie
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Il farmaco sperimentale ZMapp è riuscito a 'cancellare' il virus in un gruppo di scimmie ad uno stadio avanzato dell'infezione. Il risultato, pubblicato nell'edizione online della rivista Nature, è del gruppo internazionale coordinato da Gary Kobinger, dell'Agenzia canadese per la salute pubblica.

Sebbene il risultato appena pubblicato sia un successo, i ricercatori osservano che "questa terapia ancora richiede di essere sperimentata sull'uomo", tuttavia i nuovi dati "indicano che il farmaco potrebbe essere un'opzione promettente per trattare il virus Ebola".

Finora noto come il farmaco sperimentale 'miracoloso', lo ZMapp è un cocktail di tre anticorpi monoclonali (ossia anticorpi capaci riconoscere un 'nemico' con una grandissima precisione) ed ha eliminato il virus Ebola "al 100%" in 18 macachi rhesus ai quali era stata somministrata una dose letale del virus.

Organizzate in tre gruppi di sei individui ai fini della sperimentazione, le scimmie di ciascun gruppo sono state trattate con tre dosi del farmaco somministrate in tempi diversi (a partire cioè da tre giorni dall'infezione per il primo gruppo, a quattro giorni per il secondo e a cinque per il terzo).

Tutte le scimmie sono sopravvissute alla malattia, tanto da avere un numero di particelle del virus (carica virale) impercettibile a 21 giorni dall'infezione. "Il trattamento - rilevano i ricercatori - ha fatto regredire i sintomi della febbre emorragica Ebola, come sanguinamento eccessivo, eruzioni cutanee e l'alto livello degli enzimi del fegato". Le scimmie di un quarto gruppo, infettate ma non trattate con il farmaco, sono morte tutte all'ottavo giorno dall'infezione.

Lo ZMapp utilizzato nella sperimentazione è stato ottenuto da tre anticorpi monoclonali 'chimera', ottenuti cioè combinando frammenti di anticorpi umani e di topo. Due degli anticorpi derivano da miscele già note, mentre un terzo si basa su un cocktail inedito. Il virus con il quale sono state infettate le scimmie appartiene invece a un ceppo diverso da quello responsabile dell'attuale epidemia nell'Africa occidentale.

Tuttavia, dopo aver confrontato le due varianti, gli autori della ricerca rilevano che entrambe possono essere bloccate dallo ZMapp. Una conclusione questa che, secondo i ricercatori, potrebbe essere sostenuta dai risultati ottenuti dopo l'uso compassionevole dello ZMapp in due missionari americani colpiti dal virus. È morto invece un medico liberiano che era stato trattato con lo stesso farmaco.

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