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Isis, le barbarie proseguono: terza decapitazione in meno di un mese. La vittima è il britannico David Haines
Preannunciata l’esecuzione di un altro britannico. Parrebbe una vendetta contro l’offensiva di Obama. Cameron: “Omicidio ignobile, rivoltante.”

SIRIA - Non c’è due senza tre. Non c’è fine al raccapriccio, e come aveva di fatto annunciato, l’Isis ha diffuso il video della terza decapitazione in meno di un mese.

Oramai le immagini stanno divenendo tristemente note: il boia, vestito di nero col coltello in mano, probabilmente lo stesso delle prime due esecuzioni, l’uomo inginocchiato di fronte a lui con una tunica arancione, pronto ad andare incontro alla morte.

Dopo gli americani James Foley e Steven Stotloff, stamattina il gruppo di miliziani ha giustiziato il britannico David Cawthone Haines, 44enne operatore umanitario rapito un anno fa in Siria. Era stato visto vivo l’ultima volta durante il video della morte di Stotloff, e la famiglia aveva lanciato recentemente un appello ai rapitori. Nel video, intitolato “Un messaggio agli alleati dell’America”, con una morte mostrata in meno di tre minuti, un miliziano afferma che “Haines paga il prezzo della sua promessa di armare i peshmerga contro lo Stato islamico ”. Poi si rivolge al premier britannico David Cameron: l’alleanza britannica agli Stati Uniti lo trascinerà in una “sanguinosa guerra che non potete vincere”.

Nel finale annuncia la decapitazione di un quarto ostaggio, un altro britannico, Alan Henning. Ciò che si teme è l’assuefazione ad una violenza barbarica, che seguiterà verosimilmente a mietere vittime innocenti.

Non si sono fatte attendere le reazioni di David Cameron e Barack Obama. “È un omicidio ignobile, rivoltante. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per dare la caccia agli assassini”, ha detto il primo, mentre il presidente USA ha garantito che "sono a fianco dei nostri stretti amici e alleati nel lutto e nella determinazione" e che lavorerà "con il Regno Unito e una ampia coalizione di Nazioni per portare i responsabili di questo atto barbaro davanti alla giustizia e per indebolire e distruggere questa minaccia ai popoli dei nostri Paesi, della regione e del mondo”.

Il video parrebbe essere una risposta dell’Isis ad un’offensiva lanciata da Obama, con raid aerei in Siria e Iraq e la creazione di una coalizione internazionale. L’orrore intanto continua.

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