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Retribuzioni top manager stabili, secondo studio PwC
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Le retribuzioni dei top manager delle 20 società svizzere a più alta capitalizzazione sono rimaste stabili; al contrario sono aumentate quelle dei Ceo di imprese a capitalizzazione media dello SMIM. È quanto risulta da uno studio della società di consulenza PricewaterhouseCoopers (PwC) presentato oggi in una conferenza stampa a Zurigo.

Nell'arco di sette anni - dal 2007 al 2013 - il valore mediano delle retribuzioni di un presidente della direzione di un'impresa inserita nell'SMI, principale indice di borsa, è sceso da 8,1 milioni a 6,7 milioni (in calo del 17,6%).

Per quanto riguarda i Ceo delle imprese a capitalizzazione media dello SMIM il valore mediano delle remunerazioni è stato di 3,2 milioni di franchi, il 12,4% in più rispetto a sette anni fa e il 33,8% in più rispetto al 2012. L'aumento presso queste aziende si spiega in particolare con "buone performance o cambiamenti di Ceo", ha indicato Robert W. Kuipers, partner presso PwC. La retribuzione fissa è aumentata in media del 16,7%, mentre quella variabile del 31,7%, ha precisato.

La progressione più importante osservata nelle società dello SMIM rispetto a quelle dello SMI si conferma per i presidenti dei consigli di amministrazione. Dal 2007 al 2013, le loro remunerazioni nelle aziende a capitalizzazione media sono passate da 380'000 a 540'000 franchi, nelle 20 imprese inserite nello SMI si sono evolute da 1 a 1,1 milioni.

Riguardo agli altri membri dei consigli di amministrazione, quelli dei gruppi dell'SMI hanno guadagnato l'anno scorso 320'000 franchi, ossia circa il 60% in più di quelli delle imprese dello SMIM che hanno intascato 200'000 franchi. Questi livelli sono rimasti più o meno stabili nell'arco dei sette anni, sottolinea PwC.

In occasione delle prossime assemblee generali nel 2015 gli azionisti potranno votare per la prima volta in modo vincolante sull'ammontare delle remunerazioni, indica PwC. Applicheranno così l'ordinanza contro le retribuzioni abusive nelle società anonime quotate in borsa, come voluto dall'iniziativa Minder accolta in votazione nel marzo 2013.

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