LUGANO - Giovani che scalpitano per sedersi e "vecchi" (non per forza all'anagrafe, magari solo politicamente) che tentano di mantenerla. Una storia vecchia come il Mondo...quella della cadrega. Una storia naturale, tipo "il cerchio della vita", che vale ed è buona per molti ambiti: dal lavoro alla politica. Ed in campagna elettorale la sfida tra chi vuole entrare e chi non vuole uscire prende corpo ed entra nel vivo. E quando lo scontro si accende, con mezzi più o meno leali, la polemica è inevitabile. Il candidato alla Lega per il Gran Consiglio Gianmaria Frapolli, giovane volto emergente del Movimento, di questo scontro fra generazioni ne ha raccontato un assaggio su Facebook: "Sapere - ha scritto sulla sua bacheca - che ci sono persone che invece di lavorare per la propria campagna elettorale lavora contro quella di altri e' interessante...". "Se distruggiamo questi "matusa" forse riusciremo a vincere il sistema, altrimenti e' meglio emigrare...", sentenzia Frapolli con un linguaggio che ricorda il primo Renzi, quello "rottamatore", per intenderci. "La correttezza, purtroppo, non e' cosa di tutti, anche di quelli che professano di fare il bene pubblico da tempo...", la conclusione amara e polemica del giovane leghista.Un'esternazione, quella di Frapolli, che incassa sostegni e critiche. Tra i like raccolti dal post, ad esempio, c'è anche quello del suo presidente Boris Bignasca. Consenso anche dal Gran Consigliere leghista Roberto Balemi e dal Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, che scrive: "La campagna contro caro Gianmariaspesso muove le montagne, ma tu vai per la tua strada a testa alta".Critico invece un altro leghista Giampiero Cambrosio, presidente del Consiglio Comunale di Lugano: "Matusa sarai tu che non hai mai conosciuto le VERE battaglie della Lega caro Gianmaria. Comunque auguri per la tua campagna". Pronta la risposta del giovane leghista: "Caro Giampiero Cambrosio, io non sono un matusa, sono un persona corretta... Uno che vuole il bene comune non la cadrega... Ma sono certo che e' un valore che vogliamo entrambe, visto che facciamo parte dello stesso movimento...".