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La Destra, l’UDC e la mancata alleanza con Monte Boglia, Brunner: “Dispiaciuto. Sarebbe stato meglio correre con la Lega”
Il presidente nazionale dell’UDC commenta la corsa del suo partito alle cantonali: “È stata una scelta della sezione, dovrà portarne le conseguenze. Bisogna unire le forze, non disperderle"

BERNA – La decisione di allearsi ne La Destra, in una lista congiunta con candidati di appartenenza liberale è stata della sezione ticinese e sarà lei a doverne portare le responsabilità, questo il commento di Toni Brunner. Il presidente nazionale dell’UDC, intervistato dal Corriere del Ticino nel ciclo di articoli legato alle elezioni cantonali ormai imminenti, non nasconde un certo rammarico per l’abbandono dell’alleanza con la Lega.

Brunner mette infatti in evidenza il ‘paradosso’ tutto ticinese che vede il Cantone votare spesso come l’UDC (si pensi al 9 febbraio), ma in cui il partito locale resta forza di minoranza. Paradosso che per Brunner può esser sciolto mantenendo la vicinanza con la Lega. Su molti temi i due partiti sono infatti vicini, perciò, nonostante i punti di disaccordo (come politiche sociali o finanziarie) “ritengo comunque che dovremmo unire le forze e non disperderle. C’è bisogno anche in Ticino di un’alleanza forte a destra del centro”.

Il presidente nazionale si augura quindi che, per le elezioni federali di ottobre, l’opzione di una alleanza, che già aveva dimostrato quattro anni fa di poter dare buoni frutti, venga “esaminata in modo serio dopo le elezioni cantonali. Una lista unica con la Lega resta in primo piano”.

Il voto ticinese che spesso rispecchia le posizioni dell’UDC solleva poi un’altra domanda: come mai la sezione ticinese non riesce a sfruttare il proprio potenziale anche di fronte ai momenti di crisi vissuti dal movimento di Monte Boglia? Domanda che lo stesso Bruner dichiara di essersi posto. “Il Canton Ticino resta un caso particolare, in primo luogo per la sua collocazione geografica, e la Lega si è formata al momento giusto e ancora prima dell’UDC. Personalmente ritengo comunque che dovremmo unire le forze e non disperderle”.

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