MENDRISIO – Il PPD indietreggia ma si conferma saldamente come terza forza politica del Cantone. E il presidente Giovanni Jelmini traccia un bilancio in chiaro scuro del risultato del suo partito che, secondo le proiezioni, si attesta al 18,3% con una perdita di circa 1 punto e mezzo rispetto a 4 anni fa. Certo, c'è delusione, perché comunque il partito arretra. Ma considerando il contesto l'amarezza è comunque contenuta. "Abbiamo confermato bene il nostro Consigliere di Stato ma è chiaro che non si tratta né di una vittoria né di un risultato confortante rispetto alle aspettative. Detto ciò il contesto dell'elezione era per noi molto difficile, con la forte polarizzazione tra PLR e Lega. La lista forte non è stata sufficiente per entrare nella partita, ma devo dire che tutto sommato i ticinesi ci hanno riconfermato saldamente come terza forza politica del Cantone. E nei comuni dove abbiamo personalità forti siamo addirittura progrediti in maniera significativa". "Confido – aggiunge Jelmini - che il risultato per il Gran Consiglio possa essere migliore anche perché, purtroppo, guardando il risultato di Lega e PLR vien da pensare che qualche voto utile sia stato regalato anche dal nostro partito. E questo ovviamente non è un dato piacevole per un presidente di partito". "Sapevamo – conclude il presidente del PPD - che il raddoppio era praticamente impossibile ma abbiamo giocato questa carta elettorale per cercare di tenere il passo e non perdere troppi consensi in una elezione che, ripeto, per tutti i partiti al di fuori della Lega e del PLR si annunciava difficilissima come poi in effetti è stato. Quindi diciamo che complessivamente abbiamo quasi pareggiato".