Il municipale leghista: "Vorremmo anzitutto che, per quelli che talvolta sono dei capricci momentanei, si trovassero delle soluzioni tra familiari e parenti”

LUGANO - “L’assistenza dovrebbe essere l’ultima ratio, ovvero bisognerebbe farne richiesta solo in casi di difficoltà finanziaria evidente e non facilmente risolvibile nell’immediato. Ma capita talvolta che il giovane che vuole uscire di casa perché non va molto d’accordo con i genitori, faccia richiesta d’assistenza per potersi pagare il proprio appartamento. Benché sia un suo diritto chiedere tali prestazioni, vorremmo anzitutto che, per quelli che talvolta sono dei capricci momentanei, si trovassero delle soluzioni tra familiari e parenti”. Così il municipale leghista Lorenzo Quadri al Giornale del Popolo, che propone oggi un approfondimento sull’esplosione dei casi di assistenza a Lugano.
La posizione di Quadri è condivisa anche dal direttore degli Istituti sociali di Lugano, Paolo Pezzoli: “Negli ultimi tempi rivolgersi all’assistenza per cose del genere sta diventando quasi una prassi normale. Per questo il sistema va corretto e rivisto”.
Quadri, responsabile del Dicastero ha spiegato che “il trend è in aumento, e negli ultimi 8 anni i casi sono saliti del 180%, da 730 agli oltre 1.330 di oggi. Dal 2010 in poi, c’è stata una vera e propria impennata”.
Oggi l’assistenza costa annualmente alla Città di Lugano 5,6 milioni di franchi, su un totale che sfiora i 24 milioni: la Città, infatti, copre il 25% delle spese, mentre il restante 75% è a carico del Cantone.
red