CORONAVIRUS
Sciopero alla WALO per la questione ferie. Il PC: "Governo, non nascondere la testa sotto la sabbia"
"Il management aziendale ha infatti tentato non solo di sottrarre recuperi e periodi di ferie arretrati così da compensare le giornate perse durante il lockdown, ma ha pure chiesto di rinunciare alle vacanze in agosto", scrive indignato il Partito

BELLINZONA – Cosa succede per chi ha “usato”, forzatamente, le ferie durante il periodo di lockdown? Una domanda che ci si poneva spesso, e su cui il Partito Comunista aveva voluto prendere posizione con una risoluzione del 2 aprile, chiedendo al Consiglio Federale e al Consiglio di Stato “garanzie esplicite sui diritti dei lavoratori e in particolare, segnalando proprio il rischio di "saccheggi" ai danni delle vacanze, citavamo la necessità di un "divieto di ricorso a congedi e ferie durante tutto il periodo della crisi".

Il caso della WALO Bertschinger di Taverne e Iragna è emblematico. I lavoratori “sono scesi in sciopero: il management aziendale ha infatti tentato non solo di sottrarre recuperi e periodi di ferie arretrati così da compensare le giornate perse durante il lockdown, ma ha pure chiesto di rinunciare alle vacanze in agosto. Evidentemente una parte del padronato è convinta che le vacanze non siano un diritto ma un privilegio, ma le maestranze hanno dimostrato unità nel chiarire che le ferie non si toccano!”, scrive il PC.

Che “esprime quindi la propria solidarietà ai lavoratori coinvolti e sostegno alle loro rappresentanze sindacali che, prontamente intervenute, sono già riuscite a ottenere il ritiro della decisione sulle ferie di agosto. Il sindacato giustamente intende andare fino in fondo anche sulle deduzioni di vacanze arretrate mentre l'edilizia era bloccata”, procede.

E lancia un appello al Governo: “Sarebbe anzi opportuno che il governo ticinese non nasconda la testa sotto la sabbia con la solita scusa del libero mercato, ma anzi chiarisca che la finestra di crisi richiesta dal Cantone per contrastare il Coronavirus non può essere oggi sfruttata da parte padronale per ledere i diritti dei lavoratori!”.

 

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