CORONAVIRUS
I tre scenari di Berna: no ad altre misure fino al 28 dicembre, ma...
Nessuna restrizione aggiuntiva prima di Natale. L'intenzione del DFI è chiara: ecco gli scenari proposti ai Cantoni

BERNA – Prima del 28 dicembre nessun’altra misura restrittiva per contrastare la diffusione del coronavirus in Svizzera. È questa l’intenzione del Dipartimento federale dell’interno, che ha allestito tre scenari diversi da dopo natale e li ha messi in consultazione. Un eventuale giro di vite verrebbe – riportano i giornali Tamedia – messo in discussione soltanto nel caso in cui il tasso di riproduzione del virus “aumentasse rapidamente e notevolmente”.

Come detto, sono tre gli scenari ipotizzati dal DFI. Il primo: se entro il 28 dicembre il tasso di riproduzione è superiore a 1 per tre giorno o se l’occupazione dei letti di terapia intensiva supera l’80%, gli esercizi di ristorazione verranno chiusi. Sarebbero, però, ammessi servizi d’asporto. Chiusi anche i centri ricreativi e le strutture culturali.
Il secondo pacchetto, che prevede ulteriori restrizioni, scatterebbe nel caso in cui il valore Rt supera l’1,1 o i letti in terapia superano un’occupazione dell’85%. In questo caso, oltre alle altre misure, i negozi e i mercati dovrebbero chiudere nei weekend e la loro frequentazione durante la settimana sarebbe regolamentata. Come nella primavera del 2020, la popolazione sarebbe esplicitamente incoraggiata a rimanere a casa per proteggere i gruppi a rischio, ma senza discriminazioni nei confronti di quest’ultimi.

Si arriverebbe a un lockdown parziale con lo scenario tre, ovvero se il tasso di riproduzione è superiore a 1,2 o se i letti di terapia intensiva sono occupati per oltre il 90%. I negozi dovrebbero chiudere completamente. I Cantoni sarebbero invitati a scegliere tra due varianti per quanto riguarda le eccezioni. La prima prevede eccezioni per i negozi il cui fatturato risulta per almeno due terzi da prodotti alimentari e altri beni di consumo quotidiano. Il divieto di vendita della domenica verrebbe revocato per questi negozi. La seconda variante prevede eccezioni solo per negozi che vendono beni di uso quotidiano. Quelli che offrono anche altri prodotti dovrebbero coprire questi scaffali. Il divieto di vendita della domenica verrebbe revocato anche per questi negozi. Gli eventi privati potevano potrebbero ospitare solo dieci persone provenienti da un massimo di due famiglie. Nello spazio pubblico, gli incontri sarebbero limitati a dieci persone.

Secondo i piani del DFI, i servizi alla persona come parrucchieri, gli studi di tatuaggio e i saloni erotici o gli studi di fisioterapia non sarebbero interessati dalle restrizioni. Essi continuerebbero ad essere consentiti con concetti di protezione adeguati. Anche la chiusura delle stazioni sciistiche non fa parte del pacchetto di misure. Il rilascio delle autorizzazioni è di competenza dei Cantoni solo se le misure di sicurezza sono conformi alle prescrizioni.

Entro questa sera, i Cantoni devono esprimersi a riguardo del pacchetto di scenari.

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