CORONAVIRUS
Profondo rosso. In Italia si profila un nuovo lockdown, con una Pasqua blindata. Attesa per le decisioni di Berna
Fonti ministeriali, ipotizzavano ieri sera tra 12 e 16 regioni rosse su 20 a partire da lunedì e fino al 28 marzo. Si salverebbero solo Sardegna, Sicilia, Calabria e Umbria

ROMA – Il Consiglio dei ministri guidato da Mario Draghi è convocato per le 11.30 di oggi. Il governo italiano dovrà decidere quali misure restrittive adottare a pochi giorni dalla firma dell’ultimo provvedimento, a fronte di una situazione epidemiologica che va sempre più aggravandosi.

 

Si va verso un’Italia a tinte arancione e rosse, soprattutto al Nord, e regole più ferree, come chiesto dal Comitato tecnico scientifico. Draghi non ha del resto altre possibilità che seguire la linea rigorista degli scienziati: l’aumento della curva dei contagi, a causa soprattutto delle varianti del Covid-19, è infatti più grave del previsto. Fonti ministeriali, ipotizzavano ieri sera un’Italia con ben 16 regioni rosse su 20 a partire da lunedì e fino al 28 marzo (ma probabilmente saranno 12). Si salverebbero solo Sardegna, Sicilia, Calabria e Umbria.

 

Gli esperti del Comitato scientifico hanno anche chiesto di introdurre maggiori restrizioni all’interno delle zone gialle, considerate aree in cui il virus può tornare a proliferare proprio grazie alle libertà concesse alla popolazione. In particolare, la richiesta è che bar e ristoranti rimangano chiusi anche a pranzo, così da evitare la concentrazione di persone senza mascherina in spazi chiusi, oltre all’anticipo del coprifuoco di due o tre ore.

 

In arrivo dunque una nuova stretta per bar e ristoranti, limitazioni per negozi, parrucchieri e centri estetici. E milioni di studenti saranno costretti a iniziare, o continuare, la didattica a distanza, Oltre all’inasprimento delle misure si profila anche una Pasqua blindata, con divieti che saranno validi fino al 6 aprile.

 

Mentre oggi sono attese le indicazioni del Consiglio federale: sapremo così che cosa succederà dopo il 22 marzo. C’è in particolare attesa sul fronte della ristorazione.

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