CORONAVIRUS
Le accuse shock: se i paesi si fossero mossi prima, la pandemia poteva essere evitata
Tra il primo focolaio, notato a dicembre 2019, e la dichiarazione d'emergenza di sanità pubblica internazionale passò un mese, nel frattempo nessuno agì, anzi, ci si mosse solo quando le terapie intensive erano piene. A dirlo degli esperti dell'OMS

NEW YORK - Troppi ritardi da parte delle nazioni hanno causato una pandemia, quella di Covid che stiamo ancora vivendo, che poteva essere evitata. La rivelazione shock arriva da un rapporto pubblicato un gruppo di esperti indipendenti istituito dal direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Si legge di quello che viene definito un cocktail tossico composto da negazione del problema, di scelte sbagliate e di una mancanza di coordinamento tra nazioni e istituzioni.

Il primo focolaio risale ormai a dicembre 2019, ma la dichiarazione dell'emergenza di sanità pubblica internazionale da parte dall'OMS arrivò solo il 30 gennaio 2020, quindi più di un mese dopo.

E a febbraio molte nazioni avrebbero potuto mettersi in moto per arginare la diffusione del virus. Non lo hanno fatto e la pandemia è sfuggita di mano. Si segnalano una preparazione incoerente e con fondi insufficienti e un sistema di allerta troppo lento, che hanno permesso al Covid di diffondersi.

Le accuse alla leadership mondiale è pesante: si è agito solo quando ormai i letti delle terapie intensive erano pieni.

 

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