La Cappelleria Cerati di Lugano pubblica sui social la lettera ricevuta dall'Istituto delle Assicurazioni Sociali, si dice amareggiata ma ironizza: "Offriamo tagli di capelli ai calvi, per gli altri non siamo ancora specializzati"

BELLINZONA - "Essendo che ha un negozio di parrucchiere, necessitiamo che ci inoltri i formulari come 'limitazione' e non 'chiusura'", peraltro con un formulario per ogni mese di richiesta. È la risposta che un piccolo commerciante di Lugano ha ricevuto dall'Istituto delle Assicurazioni Sociali in merito alla sua richiesta per l'indennità coronavirus.
Peccato che in realtà non si tratti di un salone di parrucchiere, ma di una cappelleria. Un negozio dunque che vende cappelli, non un luogo dove si tagliano i capelli. Ricordate da bambini quando facevate un po' di confusione sull'uso delle doppie e i capelli diventavano i cappelli, o viceversa? Allora poteva far sorridere, l'errore dell'Istituto delle Assicurazioni Sociali molto meno.
È successo alla Cappelleria Cerati di Lugano, che ha condiviso la lettera ricevuta sui social. "La Cappelleria Cerati accoglierà per un taglio di capelli gratis solo i calvi in quanto per gli altri non si è ancora specializzata", è il commento ironico.à
Ma al di là della battuta, c'è amarezza. "Questa è la ciliegina sulla torta", commentano.
