NUVOLARI
La Convenzione di Vienna e la guerra dei contrassegni... E ieri in Ticino qualche multa è fioccata
Per “reciprocità”, in Ticino sarebbero stati multati automobilisti italiani sprovvisti del contrassegno “I”. Così ci racconta un nostro lettore, un cui collega, frontaliere... Ecco cosa dice la Convenzione

CAMORINO – La polemica l’ha lanciata ieri il TCS, raccomandando a coloro che stanno organizzando vacanze in Italia di munirsi del contrassegno “CH”. Diversi ticinesi sono stati multati ultimamente, ha fatto sapere il TCS, e la multa è salata: 70 euro.

Secondo il portavoce ticinese, Renato Gazzola, “anche i cittadini europei che viaggiano in Svizzera hanno l'obbligo di apporre il contrassegno che indica la nazione di immatricolazione dell’auto. L'indicazione presente sulle targhe europee non basta".

La questione non è particolarmente rilevante dal profilo numerico: non sono molti i ticinesi che si sono beccati la multa in Italia perché non avevano la targhetta CH. Ma è di quelle che scaldano gli animi.

Così ieri, per “reciprocità”, in Ticino sono fioccate alcune multe ad automobilisti italiani sprovvisti del contrassegno “I”. Così almeno ci racconta un nostro lettore, un cui collega, frontaliere, ieri sera si è preso 90 franchi di multa da parte della polizia.

“Sarà stata una pattuglia di qualche comunale – dice il capitano Marco Guscio, responsabile della “Stradale” -. Da parte nostra non abbiamo dato indicazioni in quel senso. O sarà stato un automobilista che aveva ancora la vecchia targa”. E fa capire che, tra l’altro, la Cantonale ha ben altre priorità.
Oggi la Polizia cantonale ha comunque chiarito con una nota ufficiale i contorni del problema: secondo la Convenzione di Vienna, i veicoli svizzeri devono avere, se circolano all’estero, il contrassegno “CH”, ma questo non vale per gli automobilisti europei che dispongono di una targa di “nuova generazione”, dove è indicata la loro nazione.

Insomma, secondo la Polizia, Gazzola ha un’interpretazione troppo restrittiva della Convenzione internazionale.

Nei blog e su Facebook si è scatenato il dibattito, facendo riemergere quel latente sentimento “anti-italiano” che caratterizza sempre più ticinesi: ma anche sulle nostre targhe, ha scritto qualcuno, è indicata la nazione, c’è il simbolo della bandiera rossocrociata! Cosa volete di più?

E no, purtroppo non basta: la Convenzione di Vienna – che regolamenta tutti gli aspetti legati alla circolazione stradale, e che la Svizzera ha firmato nel 1992 - dice che ci vuole proprio la sigla del Paese in cui è targato il veicolo. E il trattato indica, in un allegato, le modalità precise, addirittura i centimetri che deve misurare, sulla targa, la sigla delle varie nazioni.

Quindi, se andate in Italia in auto, munitevi del contrassegno. E non illudetevi che il Cantone potrà rimpinguare le proprie casse multando a tappeto gli automobilisti italiani che non hanno esposto la “I”.

emmebi

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

BANCASTATO

BancaStato mantiene la rotta: utile stabile a 47,6 milioni

27 AGOSTO 2026
LETTURE

Neutralità svizzera, un libro per capire come siamo arrivati fin qui

27 AGOSTO 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Matteo Bellini: "Jack Frusciante non è uscito dal sindacato (perché iscriversi a OCST)"

23 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Dieci voci dal mondo per aprire la stagione musicale del LAC

20 AGOSTO 2026
BANCASTATO

BancaStato, la pianificazione patrimoniale come bussola per le scelte di vita

18 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Il Pardo ruggisce in rumeno. Ecco tutti i film premiati. Giona Nazzaro: “Un palmarès vitale"

15 AGOSTO 2026
LiberaTV+

CRONACA

La donna annegata a Melide aveva denunciato un’aggressione una decina di giorni fa

19 AGOSTO 2026
SECONDO ME

Piergiuseppe Vescovi: "Torniamo ad essere la Lega!"

16 AGOSTO 2026
SECONDO ME

Niccolò Salvioni sul caso Zali: "Tre verifiche, tre organi, tre rimedi"

20 AGOSTO 2026