Intervista al pilota di Gran Turismo sulla corsa segreta intercettata ieri dalla polizia a Lodrino. Con qualche consiglio per chi vuole correre con la propria auto...

LODRINO - Hanno sfrecciato ad una velocità folle i cinque piloti protagonisti ieri della corsa sull’A2. Stavano partecipando ad un rally internazionale clandestino, si chiama Moodball, con partenza da Londra e destinazione Praga. Fermati dalla polizia a Lodrino, a due dei cinque conducenti sono state sequestrate le vetture, truccate per evitare i controlli radar. Le velocità raggiunte hanno toccato i 204 chilometri orari.
La notizia di questa gara clandestina ha destato parecchio clamore. Un rally pericolosissimo capace di mettere a rischio, oltre ai piloti, anche, se non soprattutto, gli altri utenti della strada. Ne abbiamo discusso con Ronnie Kessel, pilota di Gran Turismo e proprietario della concessionaria Kessel auto a Grancia.
Ci sa spiegare cos’è il rally Moodball?
“Si tratta di una reinterpretazione piuttosto burina del Gumball 3000, una gara dove i piloti fanno il giro del mondo, sfilando con macchine molto particolari. Il rally mondiale ufficiale è patrocinato da sponsor molto importanti che seguono il percorso. A partecipare sono professionisti con l’unico scopo di divertirsi, in quasi totale sicurezza. Cosa che chiaramente nel caso del moodball non succede.”
Nell’automobilismo è noto questo fenomeno dei rally o delle corse clandestine?
“È un fenomeno che non si è mai visto alle nostre latitudini. È stato importato dal Giappone e dagli Stati Uniti. I recenti film di Fast and Furious hanno contribuito ad alimentare la voglia della corse clandestine. Tutto ciò fa sì che c’è gente che si lascia trasportare senza usare la testa.”
Quali sono i rischi della velocità?
“A carattere generali posso dire che in pista ci si accorge che anche a 40km/h ci si può far male. Oggigiorno si è raggiunto un livello di sicurezza tale che è difficile morire schiacciati dalle lamiere, si muore soprattutto per la decelerazione. Uno schianto contro un muro porta a una decelerazione per esempio da 50 a 0 km/h in brevissimo tempo, ed il nostro corpo non è in grado di sostenerla. Questo solo a 50km/h, immaginiamo quello che può succedere a 200 km/h.”
Il rispetto dei limiti è quindi fondamentale
“Se c’è un limite deve essere rispettato, perché ci sono dei calcoli e dei parametri precisi che dicono che bisogna andare ad una certa velocità. Significa che andando più veloci non saremmo nella capacità di controllare la vettura. Apparentemente non ci si accorge di nulla, ma aumentare la velocità toglie la possibilità di evitare un ostacolo, o di frenare nello spazio adeguato. Al giorno d’oggi è fondamentale rispettare i limiti, soprattutto sui 50 e 80km/h. Più i limiti tendono verso il basso più e pericoloso andare forte, perché per esempio andare a 70 sui 50, significa aumentare quasi di 1/3 la velocità consentita.”
Un pilota che è abituato a correre su circuito, sulla strada deve cambiare attitudine. Può succedere che si lasci sfuggire la situazione di mano?
“Il pilota innanzitutto ha la possibilità di sfogarsi in pista ed è confrontato per forza a degli incidenti. Quindi è particolarmente sensibilizzato grazie all’esperienza accumulata. Ciò ci fa capire che è raro trovare piloti ad alta velocità sulle strade. Per noi piloti inoltre la patente è cara, perché un processo contro un pilota può creare complicazioni nelle gare. È più probabile vedere qualcuno che non ha la possibilità di esercitare questo sport che si diletta senza riflettere nelle strade. Consiglio a queste persone di raggiungere delle zone o dei circuiti dove è possibile entrare con la proprio vettura, sfogarsi e provare l’ebbrezza della velocità senza mettere in pericolo sé stesso e gli altri.”
Lei, da pilota professionista, come si comporta in strada?
“La prima cosa è la cintura di sicurezza. È di importanza fondamentale. Anche per fare 20 metri, perché anche a 30km/h un incidente potrebbe essere grave. Secondo, rispetto i limiti. Anche senza guardare il limite imposto riesco a calibrare la guida e la velocità in funzione dei pericoli e delle condizioni stradali. Soprattutto quando piove riduco la velocità, perché il rischio di acquaplaning è molto alto.”
Cosa consiglia ai giovani, che magari sono portati a pigiare sull’acceleratore, e soprattutto a chi si è appena messo al volante?
“Per fortuna oggi per fare la patente bisogna passare parecchi test, come quelli del TCS che prevedono corsi antisbandamento. La legge sulla circolazione stradale aiuta dunque a sensibilizzare. Se questo non basta, consiglio di informarsi presso utenti specializzati su corsi di velocità, oppure nei circuiti vicini in Lombardia per cercare di capire fino a dove è possibile spingersi e i relativi rischi.”