SCUOLA E LAVORO
"Lugano che spettacolo! Qui a Berna ci farebbe bene leggere il vostro Manifesto sul lavoro!"
Le riflessioni di un giornalista della Berner Zeitung sulla sfida Giudici-Borradori, su Bignasca in lista, sui problemi economici del Ticino e sul Manifesto di Liberatv

di Jürg Steiner (Berner Zeitung)

BERNA/LUGANO - Lugano, che spettacolo! Benedetta Lugano! Vi guardo da lontano, dalla capitale Berna, e vi invidio per questa battaglia elettorale frizzante e spettacolare. Che due tra i politici più in vista nei loro partiti a livello cantonale, entrambi ottimi oratori e capaci anche di lanciarsi qualche frecciata cattiva, si contendano la poltrona di Sindaco, capita raramente nelle città svizzero tedesche. Complimenti dunque a Giudici e Borradori! Mi piace seguire, seppure a distanza, questo duello! A Berna ad esempio la campagna elettorale per il Sindaco da anni è solo un ottimo sonnifero. C’è Tschäppät e basta. In futuro probabilmente ci sarà Ursula Wyss e basta.

E poi a Lugano c’è quest’anno un terzo incomodo, che fa campagna “dal cielo”, cioè Giuliano Bignasca. Francamente faccio fatiga a spiegare ai Bernesi e anche ai miei colleghi in redazione, lontano dalle logiche ticinesi, che la presenza del defunto Bignasca sulla lista elettorale sia più di una riapparizione per certi versi surreale, ma sia addirittura al centro di tanti dibattiti politici, forse di troppi.

Lugano non ha altri problemi? Ma sì!

L’agguerrita battaglia elettorale è anche frutto dello sviluppo febbrile che la Città ha avuto negli ultimi anni. Qualche giorno fa ero a Lugano per realizzare un servizio giornalistico (che è uscito sabato sulla Berner Zeitung, vedi http://bit.ly/10dnHEp),  e nel quale ho cercato di spiegare ai lettori bernesi quanto diversa sia la Nuova Lugano dalla tradizionale Sonnenstube.

Ho visto una città vera, in crescita e sofferente nello stesso tempo, bella e brutta, dinamica e addormentata. Ho visto una città aperta alle sfide – che però non riesce a nascondere il prezzo che paga per la sua crescita. 

Sono stato fermo in autostrada nella colonna dei frontalieri, ho visto i terreni del Piano del Vedeggio e del Pian Scairolo occuppati da gigantesche “palestre” di logistica, ho sentito parlare di “stipendi cinesi” e di affitti astronomici. Sono segni delle forze economiche (e della globalizzazione), che fanno crescere, però anche soffrire il polo luganese.

Nemmeno Bignasca, oso di dire, sarebbe stato in grado di domare queste forze. E per questo forse non sarà nemmeno tanto importante se Giudici o Borradori, se la Lega o il PLR, vinceranno le elezioni: ci vuole la consapevolezza, che solo una intesa sovrapartitica potrà limitare il pericolo di perdere il controllo del proprio sviluppo. Per questo, mi pare che la presenza o meno di Bignasca in lista non cambi nulla.

Di tutto questo, noi nella Svizzera interna, a Berna soprattutto, ne sappiamo poco o niente. Siamo più al riparo, lontani dalla frontiera, lontani dall’Europa reale.

Invece ci farebbe bene, qui a Berna, capire cosa sta capitando a Lugano. Ci farebbe bene leggere il Manifesto sul lavoro a difesa degli interessi ticinesi di Liberatv. Si parla di guerra economica, si parla del Ticino come stivale abbandonato dalla Svizzera.

Questa non è una Sonnenstube. Questa è la realtà, con la quale bisogna finalmente confrontarsi. In Ticino, ma anche a Berna.

 

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