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La tundra alpina dove vivono gli stambecchi. Tra pietraie, torrenti, torbiere, nevai e prati fioriti: il paesaggio lunare della Greina, un altopiano aspro e selvaggio tra Ticino e Grigioni. E sul cammino si incontra il maestoso Arco
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Splendida Bavona... Lo spettacolare anfiteatro della Crosa salendo dal Piano delle Creste

28 LUGLIO 2018
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Splendida Bavona... Lo spettacolare anfiteatro della Crosa salendo dal Piano delle Creste

28 LUGLIO 2018
OLIVONE - L’altopiano della Greina (Plaun la Greina) è uno dei luoghi più suggestivi delle nostre montagne e fa parte del progetto di Parco Nazionale dell’Adula. In ogni caso, che quel controverso parco si faccia o no, quest’area è già protetta da rigide norme federali.

Il pianoro, che a tratti pare un paesaggio lunare, è privo di alberi, in quando si snoda a una quota media di circa 2'200 metri, tra Ticino e Grigioni. È lungo quasi sei chilometri e largo uno.

Protetto dalle montagne che lo circondano, l’altopiano si presenta come un territorio di tundra alpina, aspro e selvaggio, costellato da rocce, stagni, torrenti, pietraie, nevai, prati fioriti, torbiere e paludi. Non è raro, percorrendolo, incontrare marmotte e stambecchi.

L’itinerario parte da Pian Geirett (raggiungibile in bus), a circa 2'000 metri di quota. Da qui si sale alla Capanna Scaletta (2’205 m). A quel punto si inizia la lunga attraversata del pianoro. Dalla capanna si può imboccare il sentiero più facile o quello che segue il corso del torrente, il Brenno della Greina (un po’ impervio e segnato come sentiero di montagna). Seguendo quest’ultimo percorso si giunge direttamente ai piedi dell’Arco della Greina, un maestoso arco di pietra.

Oltre l’Arco inizia il Piano. A un certo punto i sentieri si diramano: uno porta alla  capanna Michela-Motterascio (2’172 m), dalla quale si può poi scendere verso il lago del Luzzone; l’altro prosegue fino alla capanna del Terri (2'170 m) dalla cui terrazza si gode una splendida vista sull’omonimo pizzo. Il percorso andata e ritorno da Pian Giarett è di circa 24 chilometri. È consigliabile percorrerlo in due giorni (prenotando un posto in una delle due capanne) e dotarsi del necessario equipaggiamento.

Marco Bazzi

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