POLITICA E POTERE
Elezioni 2015, ecco le classifiche dei preferenziali: i candidati che hanno preso più voti personali per il Governo e il Gran Consiglio
Per il Consiglio di Stato confermata la leadership dei due ministri leghisti ma al quarto posto si piazza Michele Bertini. Per il Gran Consiglio vince Savoia, poi Pini e Micocci. E sui voti esterni spunta la sorpresona Mattei

BELLINZONA – Giochino post elettorale. Che vale quel che vale, perché le regole elettorali fissano parametri diversi per stabilire chi ha diritto a un seggio oppure no e chi ha vinto e chi ha perso. Nel sistema proporzionale con cui si eleggono Consiglio di Stato e Gran Consiglio quel che conta sono infatti le schede di partito. E i voti personali dei singoli candidati pesano poco o nulla sul risultato complessivo delle forze politiche. 

Ma ora che la partita è chiusa, e la tensione post voto va pian piano raffreddandosi, vi proponiamo un'altra classifica rispetto a quella che conta. Una classifica fondata sull'elemento maggioritario del nostro sistema elettorale: quello che consente di esprimere i voti preferenziali. Prendendo spunto da una battuta di Germano Mattei - "certo che se Bertoli fa più voti di Beltraminelli…" - siamo andati a spulciare tra le crocette ricevute dai candidati per il Consiglio di Stato e per il Gran Consiglio. Dal risultato complessivo dei singoli abbiamo dunque epurato i voti provenienti dalle schede (che sono uguali per tutti), contando unicamente i preferenziali raccolti dai singoli all'interno della propria lista, dagli altri partiti e dalla scheda senza intestazione. 

Naturalmente anche in questo calcolo va tenuta in considerazione la forza dei singoli partiti: i candidati delle forze politiche che hanno fatto più schede inevitabilmente prendono più crocette sul fronte interno. Per quanto riguarda il Consiglio di Stato va altresì tenuto conto delle dinamiche e delle strategie elettorali interne ai partiti. Nelle liste dove il primo obbiettivo era confermare gli uscenti, ovviamente, gli altri candidati ne hanno risentito sul fronte interno. Ma ecco i risultati.

La classifica del Consiglio di Stato

Cominciamo dal Consiglio di Stato. Ai primi due posti confermatissimi i due ministri leghisti: Claudio Zali raccoglie 51'818 voti (26'386 internamente/25'431 esternamente, da ora in avanti int./est.), Gobbi ne fa 42'050 (24'713 int./17'337 est.). Al terzo posto Christian Vitta con 31'889 voti (19'828 int./12'063 est.). Prima sorpresa, perché al quarto posto della classifica si piazza Michele Bertini con 29'981 voti (17'268 int./12'713 est.). Quinto in classifica Manuele Bertoli con i suoi 26'565 preferenziali (13'545 int./13'020 est). Al sesto posto Paolo Beltraminelli: 25'886 crocette (12'946 int./12'922 est.). Settimo Sergio Savoia con 20'632 voti (4'328 int./ 16'304 est.). Ottavo è Fabio Regazzi con i suoi 17'689 voti (9'300 int./8'369 est.). Chiudono la classifica due liberali radicali: Natalia Ferrara Micocci con 17'510 crocette (11'271 int./6239 est.) e Nicola Pini con 15'695 voti (10'996 int./4'669 est.).

La classifica del Gran Consiglio

E veniamo al Gran Consiglio, dove non mancano le sorprese. A cominciare dal primo posto dove grazie ai voti esterni alla lista (un'enormità rispetto a tutti gli altri candidati) vince Sergio Savoia con 23'554 voti (3'796 int./19'758 est.). Per un pelo al secondo posto si piazza Nicola Pini con le sue 23'261 crocette (14'017 int./9'244 est.). Medaglia di bronzo per Natalia Ferrara Micocci con 21'892 preferenziali (13'055 int./8'837 est.). Al quarto posto si piazza il primo PPD, il Monello Alex Pedrazzini con 21'620 voti, grazie a una super votazione esterna (9'473 int/12'147 est.). Quinto Alex Farinelli, 21'588 voti (13'601 int./7'987 est.). Il sesto posto è sempre targato PLR con i 20'295 preferenziali di Bixio Caprara (11'548 int./8'744 est.). Al settimo posto il primo leghista, Michele Foletti con 20'152 crocette (11'669 int./8'483 est.). Ottavo il capogruppo PPD Fiorenzo Dadò che totalizza 20'123 voti (9'974 int./10'149 est.). Il nono e il decimo posto sono di marca leghista, separati solo da una manciata di voti: il capogruppo Daniele Caverzasio ne fa 18'971 (11'376 int/7'595 est.), il presidente dei Giovani Leghisti Boris Bignasca 18'891 (12'609 int./6'282 est.).

La top five dei voti esterni

E infine, per gli amanti della statistica, ecco la mini classifica dei deputati eletti che hanno raccolto più consensi dagli altri partiti e dalla scheda senza intestazione. Guida il gruppo Sergio Savoia con 19'758 preferenze, al secondo posto la sorpresona Germano Mattei che ne piazza ben 12'777, terzo Alex Pedrazzini con 12'147 voti, al quarto posto un'altro candidato dei Verdi, Franco Denti, con 10'185 voti, quinto posto per Fiorenzo Dadò con i suoi 10'149 preferenziali. 

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