CRONACA
"Caso Orologio", la polemica è in tavola. Interviene anche il presidente di 'Gastro', Suter, che elenca tutti i folli costi che pesano sulla ristorazione
SECONDO ME - "È mai possibile che a NESSUNO venga in mente di analizzare quello che un ristoratore deve corrispondere ai prestatori di servizio???"

LUGANO - Sul post pubblicato da Paolo Spalluto sul suo blog (leggi qui) relativo a un conto giudicato non tanto eccessivo in sé ma in particolare per il costo di un bicchiere di vino rosso (15 franchi) senza previa informazione da parte del cameriere, interviene, dopo l’enogastronomo Dany Stauffacher (leggi qui), anche il presidente degli esercenti, Massimo Suter. I due articoli sul “caso” del ristorante Orologio di Lugano pubblicati oggi da liberatv hanno letteralmente spopolato rimbalzando sui social.

Va premesso che Spalluto ha elogiato la cucina del ristorante e anche la qualità del vino che gli è stato proposto. Insomma, la sua era una critica puntuale. Su quello che, in medicina, si chiamerebbe “mancata informazione del paziente”.

Ecco dunque l’opinione di Suter.

di Massimo Suter *

Premetto che non volevo commentare perché mi sembra la solita polemica sterile e superficiale che ha come unico scopo quella di screditare un intero settore dimenticando tutte quelle realtà virtuose che si impegnano giornalmente facendo enormi sacrifici e che troppo spesso non vengono a conoscenza del grande pubblico.
Comincio da una frase del blogger:
"Se davvero vogliamo competere e non affogare però in Canton Ticino dobbiamo riprendere contatto con i prezzi giusti, corretti, correlati a servizio qualità…”.

Ecco, ma nel insieme di tutti i fattori che determinano i costi finali (conto presentato) è mai possibile che a NESSUNO venga in mente di analizzare quello che un ristoratore deve corrispondere ai prestatori di servizio???

Vi sembra normale che si debba pagare oltre 100.- di affitto al metro quadrato??
È giusto che durante le ore di servizio la corrente costi il doppio??
È normale che si debba pagare il 40% di rincaro "Svizzero" sulle derrate alimentari rispetto ai paesi EU??
È giusto che noi si paghi il 5,5% in più di IVA rispetto ad un kebabbaro???

Siamo in un libero mercato (per fortuna!!!!) quindi ognuno ha il diritto di gestire la propria azienda come meglio crede, e di riflesso il cliente può scegliere quali locali frequentare, ma prima di criticare abbiate l'onestà intellettuale e soprattutto le conoscenze necessarie per affermare se una cosa è cara o no!!! (sensazione peraltro soggettiva).

Chi si assume i rischi imprenditoriali merita rispetto sempre e comunque, a prescindere dai risultati che ottiene. Un conto è lavorare coi soldi degli altri, un altro è mettere a rischio la propria solidità finanziaria e garanzia di un futuro per la propria famiglia per garantire il salario dei propri dipendenti.
Meditate gente, meditate".

* presidente GastroTicino

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