Si chiama Antonio Giofrè e nel 2012 ha costituito la CeB. Aveva anche un negozio al Serfontana. Come nella canzone di Arbore: "Il materasso è il massimo che c'è"...
MURALTO - Ha inondato il Ticino di false fatture per materassi e affini (vasche e docce, poltrone relax, eccetera). Centinaia di fatture per importi di alcune migliaia di franchi l’una. False nel senso che i destinatari non avevano in realtà acquistato nulla da lui. Obiettivo? Ancora da chiarire, ma l’ipotesi più logica è: ottenere dei crediti o posticipare il pagamento dei debiti. Oppure, costruire una rete per riciclare denaro…
Sembra un po’ la famosa canzone di Renzo Arbore: “Il materasso… il materasso, è il massimo che c’è…”. (GUARDA LA CLIP)
La vicenda, raccontata oggi dal quotidiano 20Minuti, si svolge a Muralto. Ed è l’ennesima storia di uno dei tanti “furbetti col permesso B” immigrati in questi anni in Ticino. Imprenditore? Mah. Meglio faccendiere, o “strusone”.
Lui si chiama Antonio Giofré, ha sui settant’anni ed è sbarcato a Muralto qualche anno fa con un paio di figli, proveniente da Milano. Ha affittato i locali al terzo piano del palazzo commerciale di via San Gottardo 20 e ha aperto la CeB, che sta per Confort e Benessere, di cui risulta amministratore unico.
Ieri la polizia giudiziaria ha effettuato una perquisizione nei suoi uffici, ma Giofrè aveva pensato bene di prendere il largo. Nei suoi confronti è stato ovviamente aperto un procedimento penale.
“La società CeB nasce in Canton Ticino nel 2012 – si legge sul sito internet della ditta, cebrelax.com - con il presupposto di portare sul territorio svizzero tutta la professionalità e la qualità sviluppata in Italia nell’arco di 25 anni di attività. CeB crea il binomio tra la rinomata bontà della manifattura italiana e la famosa, quanto reale, efficienza svizzera, al fine di fornire ai propri clienti il massimo in termini di comfort e benessere”.
E ancora: “Quello che maggiormente caratterizza l’operato di CeB è l’attenzione per il cliente, attraverso la ricerca del rapporto umano. Gli addetti CeB puoi trovarli nei centri commerciali, alle fiere, durante serate espositive appositamente organizzate, sempre accompagnati dalla nostra gamma di prodotti, pronti per essere descritti e eventualmente testati prima dell’acquisto”.
In effetti, Giofrè e il suo team organizzavano serate in locali pubblici, durante le quali prendevano nota dei nomi dei partecipanti, ai quali poi, che avessero acquistato o no dei prodotti, inviavano le fatture. Un professionista del Locarnese racconta a liberatv di averne ricevute una decina, senza aver mai comprato nulla. E quando chiamava la CeB per chieder conto delle fatture gli rispondevano di stracciarle e di non preoccuparsi, che c’era stato un errore contabile.
Giofrè aveva anche aperto un negozietto al centro commerciale Serfontana di Morbio. Ma lo ha chiuso qualche mese fa. “Perché probabilmente di materassi e cuscini non ne vendeva tanti”, dice un commerciante del centro a liberatv. Però, aggiunge il commerciante, Giofrè si vedeva ancora girare da queste parti fino a due o tre settimane fa.
Lo scopo sociale della CeB indicato sul Registro di commercio è “la produzione e il commercio, con proprio marchio, di articoli di pulizia, di biancheria, di casalinghi e per la casa in genere, in particolare di materassi di varie composizioni, letti e doghe in legno e poltrone e divani relax e mobili di vario genere. La produzione, il commercio e la realizzazione di articoli per disabili e anziani, in particolare vasche da bagno con apertura laterale e docce antiscivolo con posa in opera. La società quindi può anche svolgere lavori nel ramo dell'edilizia e affini. Il commercio all'ingrosso e la vendita al dettaglio di capi di abbigliamento per qualsiasi età e sesso. La società potrà esercitare attività connesse con gli scopi, nonché partecipare sotto qualsiasi forma ad imprese aventi scopo similare in Svizzera e all'estero”.
Insomma, come sempre in questi casi, di tutto e di più.
Veniamo alle ipotesi sulle false fatture, in attesa che il Ministero pubblico indichi le ipotesi di reato nei confronti del titolare della CeB. È chiaro che, emettendo fatture per decine di migliaia di franchi (o forse centinaia), una società può ottenere dei crediti, o dei finanziamenti (o delle dilazioni di pagamento), facendo figurare un giro d’affari ben più grande della realtà. Ma le fatture false potrebbero anche essere un sistema per riciclare denaro. Ultima nota: secondo 20Minuti, nei confronti della CeB ci sarebbero anche diversi precetti esecutivi accumulati nel corso degli anni.
emmebi