POLITICA E POTERE
Boris Bignasca lancia la sfida: "Riduciamo da 90 a 60 il numero dei deputati in Gran Consiglio. Ecco i vantaggi: rapidità, efficienza, snellimento e risparmio"
Il deputato leghista ha presentato un'iniziativa costituzionale. "Il Ticino segua l'esempio di molti altri cantoni"

BELLINZONA - Il deputato e presidente del Giovani leghisti Boris Bignasca propone di ridurre a 60 il numero dei deputati in Gran Consiglio. Lo fa con un’iniziativa parlamentare costituzionale.

“Il numero dei deputati del Legislativo cantonale ha subito una costante evoluzione e modifica a seguito di cambiamenti politici e sociali. Per lungo periodo comunque il numero di deputati del Parlamento cantonale è rimasto invariato, a quota 65 deputati (dal 1922 al 1970) - scrive -. In generale si può notare come stia avvenendo a livello nazionale una netta diminuzione del numero di parlamentari in diversi Cantoni e inoltre già diversi Cantoni constano di un numero di deputati inferiore al nostro (Appenzello Esterno 65, Uri 64, Glarona, Nidvaldo, Giura e Sciaffusa 60, Obvaldo 55, Appenzello Interno 49).
La diminuzione del numero di parlamentari presenterebbe innumerevoli vantaggi, a favore sia dei lavori parlamentari che dei contribuenti”.

Bignasca spiega i vantaggi:

“1. Rapidità ed efficienza
Un numero minore di deputati permetterebbe di snellire i lavori del plenum e di velocizzare i tempi delle decisioni, nell'interesse della popolazione che si aspetta decisioni rapide ed efficaci dalla politica. I tempi della politica sono spesso troppo lunghi, mentre l'attuale contesto socio economico esige delle risposte rapide ed efficaci ai problemi dei cittadini. Infatti, viviamo in un'epoca di rapidi mutamenti, in cui è fondamentale saper affrontare le sfide del presente nel minor tempo possibile e con la maggior efficienza.

2. Risparmio
Il parlamento cantonale costa ogni anno alla collettività circa 5 milioni di franchi. Una cifra abbastanza piccola, se confrontata con le spese generali del Cantone, ma certamente importante. Una diminuzione del numero dei parlamentari potrebbe portare alla riduzione delle diarie elargite e quindi ad una diminuzione dei costi a carico dei cittadini.

3. Snellimento
Una diminuzione del numero dei parlamentari porterebbe, inoltre, come logica conseguenza anche alla diminuzione del numero dei membri delle commissioni, con l'effetto di provocare uno snellimento delle procedure in seno alle commissioni. Inoltre, si ridurrebbero pure il numero di atti parlamentari.

Ridurre il numero di deputati da 90 a 60 provocherebbe dunque dei vantaggi tangibili a favore dei cittadini e dell'attività del parlamento ticinese, con un adeguamento alle sfide della nostra epoca e alle esigenze dei cittadini. Tale riduzione porterebbe con sé, di conseguenza, anche a un calo del numero di membri delle commissioni parlamentari”.

“Alla luce dei mutamenti sociali, politici ed economici che caratterizzano la nostra epoca e tenendo conto delle istanze della popolazione e dell'esigenza di risposte rapide ed efficienti che si possono concretizzare - conclude - solo con un Parlamento snello, si propone la seguente modifica della Costituzione cantonale:

Gran Consiglio
Art. 57 
1 Il Gran Consiglio di sessanta membri è l'autorità legislativa del Cantone.
2 Esso esercita l'alta vigilanza sul Consiglio di Stato e sui tribunali ed esercita gli attributi della sovranità che la Costituzione non riserva esplicitamente ad altra autorità”.

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