ARLIND
A Bellinzona centinaia in piazza per Arlind Lokaj. I suoi amici cantano: "Governo vergogna"
Cori e striscioni alla manifestazione di solidarietà verso il giovane kossovaro che dice: "Grazie di cuore". Don Pierangelo Regazzi spalanca le porte della chiesa: "Quando la legge diventa ingiusta bisogna disubbidire". GUARDA FOTO E VIDEO
BELLINZONA - Centinaia di persone, soprattutto giovani e giovanissimi, hanno sfilato lungo viale stazione a Bellinzona per la manifestazioni di solidarietà organizzata per Arlind Lokaj, il giovane kossavaro espulso dalla Svizzera. L'adunata pubblica è stato organizzata dopo la decisione del Consiglio di Stato di non opporsi all'allontanamento del giovane dal nostro Paese. Una decisione duramente criticata dagli amici del ragazzo e da diverse parti politiche, in particolare dalle forze di sinistra. Alla manifestazione sono presenti diversi esponenti del partito socialista tra i quali Marina Carobbio, Pelin Kandemir, Raoul Ghisletta e Chiara Orelli. Sfila anche il segretario di UNIA Enrico Borelli. Ad aprire il serpentone ci sono Arlind abbracciato alla mamma, davanti a uno striscione che recita "Siamo tutti Arlind". Gli slogan della manifestazione sono scanditi come cori da stadio: "Dategli, dategli, dategli il permesso", "Arlind uno di noi", "Ci vuole più cuore, "Arlind resta qua", "Giù le mani dal nostro Arlind", "Uomini non numeri". Naturalmente non poteva mancare uno slogan contro il Consiglio di Stato: "Vergogna!", ha urlato gli amici di Arlind. Numerosi cartelloni ritraggono il giovane abbracciato alla mamma e alla fidanzata. La folla si è poi radunata in piazza Collegiata per i discorsi. L'arciprete di Bellinzona don Pierangelo Regazzi ha aperto le porte di piazza collegiata in segno di accoglienza e ha fatto suonare le campane. Poi ha preso la parola, citando il vangelo: "Se le leggi sono giuste applicarle indistintamente a tutti le rende ingiuste. Quando la legge impedisce a un giovane di vivere nel paese che ha scelto la legge diventa ingiusta e bisogna disubbidire a questa legge. Arlind tu hai il pieno diritto di restare e sarai sempre accolto da me e dalla chiesa e speriamo anche dalle autorità civili"."Il Governo ha assunto una decisione davvero scandalosa applicando una legge disumana figlia delle politiche xenofobe e razziste promosse negli ultimi decenni. La grande partecipazione alla manifestazione di questa sera, come i segnali giunti da più parti nei giorni scorsi ci rafforzano nella convinzione che nessun Governo può essere così sordo o impermeabile nei confronti di un moto di solidarietà come questo. La popolazione ticinese chiede a gran voce che Arlind possa rimanere con noi e questo è il messaggio che lanciamo da questa Piazza", ha detto il segretario di UNIA Enrico Borelli."C’era un tempo . ha aggiunto - in cui alcune forze politiche sapevano resistere all’offensiva promossa dalle destre. Possiamo ricordare l’inizio degli anni 2000 quando Partito liberale radicale e partito popolare democratico respingevano l’inasprimento della legge sull’asilo promossa dall’Udc di Blocher. E come non ricordare lo straordinario slancio di solidarietà della popolazione ticinese, espressosi in modo trasversale nei confronti delle persone in fuga dalle atrocità del Cile di Pinochet? Vogliamo recuperare i valori di quel Ticino, e proprio perché siamo profondamente legati a questa terra, vogliamo recuperare la memoria ricordando che il Ticino è stato storicamente un Paese che ha visto migliaia di propri figli emigrare alla ricerca di lavoro, fortuna e prosperità. Quella che una maggioranza di Governo irresponsabile vuole oggi negare ad un ragazzo come Arlind!"Noi ci auguriamo - ha concluso il segretario di UNIA - che manifestazioni come questa possano contribuire alla ricostruzione di un percorso di resistenza, di un tessuto di solidarietà che pongano al centro dell’azione politica la difesa della dignità di ogni individuo e il rispetto dei diritti più elementari come il diritto di un ragazzo di vivere nel Paese nel quale è nato. Siamo in tanti oggi, e quindi siamo ancora in tempo per riaprire dopo quelle della Collegiata le porte della stanza del Governo cui chiediamo senza se e senza ma di tornare sui propri passi e di annullare una decisione a dir poco infausta e disumana che annulla i diritti di un ragazzo e distrugge i suoi sogni e lo catapulta in un mondo che non gli appartiene!".Arlind ha rivolto poche parole alla piazza: "Ci sono momenti belli ma questo è il più bello di tutti. Grazie di cuore".
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