ARLIND
Gruppo di sostegno ad Arlind, parla Ambrosetti: “Quando la burocrazia prevale sull’umanità è un brutto segnale”
E sulle feroci polemiche sorte tra socialisti e leghisti: “Ogni tanto mi sembra che nel nostro Cantone abbiamo a che fare con l’asilo infantile, ed è meglio che mi fermi qui”

BELLINZONA – Liberatv ha raggiunto brevemente il noto imprenditore ticinese Franco Ambrosetti, in Grecia per le vacanze, coinvolto nella vicenda e schierato a favore della permanenza del giovane kosovaro (leggi articolo correlato), per un breve commento sulla ormai nota vicenda e sulla decisione delle autorità. Senza dimenticare le veementi polemiche politiche. Ecco cosa ci ha detto. 

Franco Ambrosetti, da un comunicato odierno è emerso il suo sostegno ad Arlind Lokaj, il giovane al centro delle cronache ormai da mesi. Come giudica la vicenda e il ‘niet’ del Cantone?  

“Trovo che quando la burocrazia diventa prevalente in uno Stato di diritto come il nostro, dove ci si attacca sempre ai regolamenti e alle ‘leggine’ e a non so cosa, anche quando si è di fronte a dei casi umani, è un brutto segnale, mi spiace ma non credo proprio sia il modo di fare. Credo che avrebbero dovuto entrare nel merito della questione, soprattutto adesso che erano cambiate parecchie cose, ma ormai cosa volete farci: la burocrazia vince sempre, questo è il lato triste della vicenda, a parte naturalmente quello ancora più triste di un ragazzo che se ne deve andare dopo che è stato qui dieci anni, è andato a scuola ed è integrato…e adesso deve rinunciare a tutto questo.”

In che modo aveva garantito il suo sostegno? 

“Il sostegno era garantito non solo da me, ma da tutto un gruppo di persone delle quali io adesso ovviamente non posso fare i nomi, ma parliamo di persone conosciutissime a livello cantonale e che avrebbero anche mezzi abbondanti per poter sostenere il ragazzo. Tutto questo però non è servito a niente e io rimango sempre un po’ di ‘ghiaccio’ quando davanti a dei casi umani di un certo tipo si antepongono la burocrazia e le regole, ed è meglio che non dica cosa ne farei di queste regole.”

Ritiene dunque che la decisione della Sezione della popolazione sia sbagliata?

“Assolutamente sì, altrimenti non mi sarei esposto. E sia ben chiaro che stiamo parlando di Cantone, non di Confederazione. Purtroppo le voci che ci sono giunte dicevano anche che il Consiglio di Stato alla fine sarebbe stato 3 contro 2, le lascio immaginare chi sono i tre. Sicuramente non Bertoli né la Sadis. Per questo motivo abbiamo lasciato perdere.” 

Come valuta le feroci polemiche politiche sorte recentemente, in particolare tra esponenti leghisti e socialisti? 

“Guardi, è molto meglio che non dia dei giudizi. Dico solo che ogni tanto mi sembra di vivere in un Cantone, soprattutto a livello politico, nel quale abbiamo a che fare con l’asilo infantile, per cui preferisco non commentare ulteriormente.”

dielle

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