IMMIGRAZIONEMASSA
Immigrazione di massa, il PS al contrattacco: tre mozioni, un’iniziativa e una petizione in difesa e a tutela del lavoro
Il partito socialista non intende “piangere sul latte versato” e in conferenza stampa attacca “l’ingordigia” del padronato all’origine del risultato e presenta 5 misure a tutela del mercato del lavoro

BELLINZONA – “E adesso? Adesso rimbocciamoci le maniche!” È questo il titolo dato al comunicato relativo alla conferenza stampa del Partito Socialista tenutasi oggi alle 13 a Bellinzona. 

Si parte da un’analisi del voto e dalla denuncia delle cause reali all’origine del risultato dell’iniziativa UDC sull’immigrazione di massa: “non staremo qui a recriminare sul risultato del voto del 9 febbraio. Se non per dire che vale la pena cercare la cause di quel voto. Che non sono quelle che sono state presentate dalla Destra. La causa del successo dell’iniziativa dell’UDC “Contro l’immigrazione di massa” è chiara: l’ingordigia. Esatto: proprio l’ingordigia. Quella di una certa parte del padronato, mai sazia, ossessionata dal profitto a tutti i costi. Un padronato che ha approfittato dei Bilaterali per mettere le une contro le altre le persone che lavorano, nella più classica delle “guerre fra poveri”. Ricavandone così precarietà e abbassamento dei salari. E chi ha perso in tutto questo? I soliti: la gente che lavora.”

Il presidente Saverio Lurati ha poi ricordato che “la decisione, per quanto rispettabile, non serve in nessun modo a risolvere la situazione, anzi rischia addirittura di confinare in nostro Paese in un isolamento precursore di una decrescita economica che potrà solo generare ulteriore squilibrio sul mercato occupazionale. Peggio, la decisione di reintrodurre i contingenti (che sarà eventualmente attuata quasi certamente solo per i permessi B, C e per i frontalieri) spingerà l’economia a ulteriormente abusare dei permessi di breve durata fino a 90 giorni in un anno.”

Un ulteriore problema secondo i socialisti è rappresentato dal fatto che le associazioni padronali nostrane hanno da subito rivendicato la possibilità di gestire cantonalmente il contingentamento dei permessi ed hanno già ipotizzato la reintroduzione dei permessi stagionali.
“E la cosa ci preoccupa ancor di più, sapendo che quelle stesse organizzazioni sono, se non le responsabili dirette, certamente le fiancheggiatrici di quell’economia di basso cabotaggio che ha pilotato il nostro cantone nella situazione attuale.” Ha ribadito Lurati.

Dati i presupposti il PS ha pertanto deciso di proporre una serie di misure e interventi “perché, quale che sia stato il risultato del voto, su un fatto non transigeremo mai: la difesa del lavoro. Non solo non accetteremo che vengano toccate le misure di accompagnamento, ma ci batteremo affinché vengano ampliate e rafforzate. 
Con il salario minimo, sul quale voteremo in maggio. Con l’estensione dei contratti collettivi. Con tutte le misure necessarie per calmierare il mercato degli alloggi.”

Le misure proposte

Ma vediamo meglio che cosa prevedono e cosa chiedono le tre mozioni, l’iniziativa e la petizione presentate in conferenza stampa. 

Rafforzare i controlli sul lavoro notificato, sia esso distaccato indipendente o a titolo d’assunzione d’impiego (mozione)
“Il nostro Parlamento e Governo hanno già implementato misure complementari cantonali per rafforzare i dispositivi nazionali, ma ciò non è per niente sufficiente per garantire un controllo ottimale e per sanzionare con determinazione gli abusi.

Per questa ragione con la presente mozione si chiede al Consiglio di Stato di aumentare il numero di ispettori che possano vegliare sull’applicazione della legislazione sui lavoratori notificati. ”

Basta CNL con salari al di sotto di 4000 franchi mensili (mozione)
Viste le misure poco efficaci fin qui adottate (misure d’accompagnamento varate dalla commissione tripartita) e dato che il modello di valutazione del dumping salariale messo a punto dall’O-lav/IRE in collaborazione con l’UMSL per la verifica di abusi gravi e ripetuti, anche se aggiornato nel 2013, risulta essere sul medio/lungo periodo uno strumento inefficace per combattere gli abusi, in particolare laddove i permessi di breve durata la fanno da padroni, i socialisti chiedono al Consiglio di Stato: 

1. che il valore del salario minimo fissato nei CNL per lavoratori e lavoratrici venga fissato in 4000 franchi mensili per 12 mesi a partire dall’adozione da parte del GC del presente atto parlamentare.

2. che tutti i CNL tuttora in vigore e che verranno prossimamente a scadenza siano automaticamente reiterati con l’introduzione della nuova disposizione salariale.

Proposta di risoluzione (iniziativa cantonale)
Considerato che il monitoraggio salariale – secondo il PS – non tiene sufficientemente conto del fatto che soprattutto nei cantoni di frontiera ci siano delle zone più a rischio di sostituzione dei lavoratori indigeni e di dumping salariale e data l’importanza del tema, le cui ragioni sono ampiamente note, e richiamato l’art. 160 cpv. 1 della Costituzione federale, il Parito Socialista propone che “il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone del Ticino chieda nella forma dell'iniziativa cantonale all’Assemblea federale di: 

1. definire le zone del Paese particolarmente vulnerabili o a rischio di dumping salariale e di sostituzione di lavoratori indigeni;
2. estendere per queste zone le competenze delle commissioni tripartite in modo da porle sotto costante osservazione;
3. se nelle regioni particolarmente a rischio o vulnerabili sono riscontrati ripetuti casi di dumping salariale o di sostituzione dei lavoratori indigeni di:
a. decretare dei contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale,
b. decretare salari minimi e altre misure a protezione dei lavoratori sotto forma di contratti normali di lavoro cantonali,
c. intensificare la frequenza dei controlli.
4. rafforzare significativamente per queste zone i controlli.

Migliorare il controllo delle condizioni di lavoro per prevenire e combattere i fenomeni legati al dumping salariale (mozione)
In riferimento al pericolo di dumping salariale – secondo il PS – le trasformazioni dei rapporti di lavoro con la diffusione del lavoro su chiamata, a tempo parziale e più in generale delle forme di lavoro precario, così come la diffusione delle agenzie di lavoro temporaneo, meritano una particolare attenzione, specialmente nel ramo del commercio, sul ruolo delle agenzie di collocamento e soprattutto sull’aumento di lavoratori frontalieri qualificati nel terziario. 
“Per queste ragioni con la presente mozione chiediamo al Consiglio di Stato di avviare una modifica della Legge cantonale sul lavoro per introdurre l’obbligo, per tutti i settori dove non esiste un contratto collettivo di lavoro o un contratto normale di lavoro con salari obbligatori, di trasmettere all’Ufficio cantonale del lavoro ogni contratto di lavoro sottoscritto, con tutti i dati relativi. Proposta che costituirebbe anche un importante sostegno al lavoro della Commissione paritetica in materia di accordi bilaterali oltre che un qualificato contributo al controllo del mercato del lavoro. »

Misure urgenti per sostenere lavoratrici e lavoratori (petizione)
In seguito al voto del 9 febbraio si è aperta una fase di incertezza che potrebbe risolversi nella caduta degli Accordi bilaterali tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) o con l’impostazione di nuove relazioni con l’UE. “Ci si attende pertanto dal Governo cantonale un accresciuto impegno volto a contenere da subito le possibili ripercussioni negative sul mondo del lavoro che tale processo potrebbe produrre, come l’abrogazione delle attuali misure di accompagnamento a protezione dei salari. “

I cittadini firmatari della petizione chiederanno pertanto al Consiglio di Stato: 

1. di attivarsi fin da subito presso l’autorità federale per chiedere il mantenimento, il rafforzamento e una migliore applicazione di tutte le misure di accompagnamento agli accordi bilaterali;

2. di impegnarsi per l’introduzione di un salario minimo legale di fr. 4000.- al mese;

3. di prevedere ulteriori misure a difesa dei salari, in particolare estendendo le competenze delle commissioni tripartite e rafforzando i controlli tramite un accresciuto numero di ispettori del lavoro;

4. di opporsi a una politica di defiscalizzazione tesa ad attirare unicamente imprese a scarso valore aggiunto e che assumono lavoratori e lavoratrici con salari insufficienti a vivere in Svizzera.

red

 

 

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno Film Festival, ecco i film in programma

09 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

“Solitudini”, a Lugano una giornata di riflessione tra medicina, psichiatria e letteratura

09 LUGLIO 2026
LETTURE

Luca Villoresi torna in libreria con “Il buio di cristallo”

07 LUGLIO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Piccaluga: "Su Zali panna montata. E con l'UDC indietro non si torna"

26 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026