IMMIGRAZIONEMASSA
Libera circolazione, ora è ufficiale: l’UE non ridiscuterà l’accordo con la Svizzera
Gli ambasciatori hanno accolto senza voto e senza discussione il testo della lettera che la responsabile della diplomazia europea, Catherine Ashton, dovrà inviare a Berna

BRUXELLES - L’Unione europea respinge la richiesta della Svizzera di rinegoziare l'accordo sulla libera circolazione delle persone. Gli ambasciatori dei 28 paesi dell'UE, come era prevedibile, hanno approvato oggi una lettera in cui confermano la posizione già espressa dalla Commissione dopo la votazione popolare del 9 febbraio contro l'immigrazione di massa.

Gli ambasciatori hanno accolto senza voto e senza discussione il testo della lettera che la responsabile della diplomazia europea, Catherine Ashton, dovrà inviare a Berna. Lo ha indicato all'ats una fonte vicina alle trattative tra Svizzera e UE, confermando una notizia diffusa da RTS.

Il documento, rivelato qualche giorno fa dal quotidiano "Le Temps" riporta: "... dopo consultazioni con gli stati membri dell'Unione, mi rammarico che l'UE non possa prendere in considerazione la vostra richiesta, e quindi la respingo".

La Svizzera aveva trasmesso a inizio luglio la richiesta formale per una revisione dell'accordo sulla libera circolazione, richiesta che si basa sul piano messo in atto dal Consiglio federale volto ad applicare l'iniziativa UDC approvata dal popolo a febbraio. Il piano prevede il ritorno al contingentamento degli stranieri, unitamente alla preferenza da accordare agli svizzeri sul mercato del lavoro, a partire dal 2017.

Per Bruxelles, "rinegoziare l'accordo in vista dell'introduzione di limitativi quantitativi e di quote, compresa la scelta nazionale in favore di cittadini svizzeri, costituisce una contraddizione fondamentale" con l'accordo, aggiunge nella lettera la Ashton.

Questa posizione è già stata espressa in diverse occasioni sia dall'ambasciatore dell'UE in Svizzera Richard Jones, sia dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso.
Berna e Bruxelles avevano già a fine maggio avviato negoziati per un accordo di carattere istituzionale: devono convenire su un comune meccanismo di adozione del diritto europeo e sulla risoluzione dei contenziosi.

ATS

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