VIA SICURA
Gobbi su ‘Via Sicura’: “Forse le misure sono andate oltre, non c'è più proporzionalità con altri reati”
Il ministro delle Istituzioni commenta il possibile lancio di un’iniziativa popolare volta a minimizzare l’impatto di alcune misure previste dal programma di sicurezza stradale della Confederazione a opera di un comitato vallesano

BELLINZONA – “Forse le misure sono andate oltre, anche perché non c'è più una proporzionalità rispetto ad altri reati”. È quanto ha affermato il ministro delle Istituzioni Norman Gobbi ai microfoni della RSI commentando la notizia della creazione di un comitato che sta approntando un’iniziativa popolare volta a ‘razionalizzare’ l’impatto di ‘Via Sicura’.

Il programma della Confederazione, dalla sua applicazione, è stato più volte al centro della cronaca e delle critiche per le pene inflitte ai ‘pirati della strada’, denominazione che estende anche a chi non causa incidenti o morti, prevedendo quindi anche pene detentive o il sequestro dell’auto per chi supera abbondantemente i limiti di velocità.

E proprio su quest’ultimo aspetto si sta concentrando il comitato di quattordici cittadini costituitosi in Vallese. L’iniziativa popolare è ancora sotto forma di bozza ed è ora al vaglio di un avvocato incaricato di redigerne il testo definitivo. L’obbiettivo dichiarato dagli iniziativisti è quello di dar avvio alla raccolta firme già entro la fine dell’anno. E se si raggiungerà quota 100mila, si andrà al voto. Meta non inverosimile dato il clamore suscitato da alcune condanne, di cui ha raccontato anche liberatv (vedi suggeriti).

Contattato dalla RSI, Gobbi ha ricordato che “ci sono diversi punti di vista” in gioco. L’inasprimento è stato infatti introdotto “grazie a un'iniziativa popolare voluta da un'associazione che rappresentava un po' tutte le vittime della strada che, per colpa di pirati, ma anche per colpa di persone disattente che hanno travolto una persona, hanno perso una persona cara”.

Il pacchetto approvato dal Parlamento nel giugno 2012 aveva infatti subito un ulteriore inasprimento per comprendere anche le richieste dell’iniziativa popolare "Protezione contro i conducenti spericolati", lanciata da Road Cross, fondazione che si batte in favore delle vittime della strada. Il testo, consegnato nell’aprile 2010, chiedeva condanne da uno a quattro anni di prigione per chi intenzionalmente partecipa a corse-inseguimento o effettua sorpassi temerari, che possono mettere in pericolo la vita o l'integrità altrui, nonché la confisca del veicolo e la sua rivendita per aiutare le vittime della strada.

Come detto quindi, i punti di vista in gioco “sono diversi”. Il ministro Gobbi ha però poi aggiunto che “ovviamente bisogna commisurare tutto”, ammettendo poi che l’inasprimento in alcuni casi può rivelarsi eccessivo: “Secondo me, ma anche secondo i colleghi del mio dipartimento, forse le misure sono andate oltre, anche perché non c'è più una proporzionalità rispetto ad altri reati. Un certo riequilibrio ci vuole, ma ci vogliono anche delle sanzioni per coloro che infrangono pesantemente le leggi della strada, soprattutto quando ci sono dei morti”.

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