Quarto Potere
No Billag. Quadri: "Paghiamo il canone più caro d'Europa per avere una tv di parte e pro immigrati". Canetta legge un articolo di Giuliano Bignasca. Lombardi: "Non ci si cura il mal di testa con la ghigliottina". Bühler: "Dire che se vince l'iniziativa chiude la SSR è la più grande bugia che si possa raccontare"
Questa sera su Teleticino è andato in onda il primo confronto televisivo tra favorevoli e contrari alla No Billag. Sull'eventuale chiusura della SSR e sul piano b dialogo fra sordi. E tra Canetta e Quadri solo qualche piccola scintilla: peccato...
MELIDE - Parliamoci chiaro: l’elemento che rendeva particolarmente atteso il primo dibattito televisivo sulla No Billag, era la presenza nello stesso studio di Maurizio Canetta e Lorenzo Quadri. Un faccia a faccia tra il direttore della RSI e quello che da anni è il principale fustigatore della radiotelevisione pubblica, e di Canetta stesso, ossia il direttore del Mattino. E come è andata? In realtà, a parte qualche piccola scintilla, il confronto tra i due non si è acceso, quasi non c’è stato.

 

È vero: non era un confronto a due. E quindi la dinamica della trasmissione i “Conti in tasca”, condotta da Alfonso Tuor su Teleticino, si è naturalmente allargata al resto del parterre, composto dal senatore Filippo Lombardi e dal vicepresidente dell’UDC Alain Bühler. E in realtà Lombardi e Bühler, entrambi in forma, sono stati i motori della discussione. Però peccato: perché qualche elemento per accendere l’asse Canetta-Quadri ci sarebbe anche stato (e di certo non capiterà facilmente di rivederli in pubblico a dibattere).

 

Ad esempio quando il Consigliere Nazionale leghista ha ripetutamente affondato il colpo sulla parzialità dell’informazione della RSI. Qualche pillola citata alla rinfusa, dunque fuori dal contesto del ragionamento, solo per dare il rintocco del Quadri-pensiero: “Noi paghiamo il canone più caro d’Europa per avere una televisione di parte e pro immigrati”; “Gli smantellatori del segreto bancario, che ha prodotto oltre 2’000 disoccupati in Ticino, sono stati sempre osannati dalla RSI, a cominciare dalla signora Wilmer Schlumpf”; “La SSR sostiene a spada tratta la Libera circolazione che ha creato disoccupazione come nessun altro fenomeno nel nostro Cantone”. “Come Lega abbiamo cercato di cambiare per 20 anni la RSI dall’interno, ma non siamo mai stati ascoltati e quindi abbiamo deciso di andarcene dalla CORSI”.

 

Oppure, altro esempio, quando Maurizio Canetta, con un colpo di teatro, ha sventolato e citato un articolo di Giuliano Bignasca in cui, commentando i flussi di denaro tra Confederazione e Cantone, il fondatore della Lega sottolineava i 200 milioni che il Ticino riceve grazie al canone a fronte dei 40 milioni che versa. “E voi volete cancellare questo”, ha chiosato il direttore della RSI.

 

L’unico momento di confronto diretto tra i due c’è stato quando Quadri ha accusato la RSI di silenziare i critici e gli oppositori. “Tra gennaio e giugno sono state realizzate alla radio 263 interviste ad esponenti della Lega. Se questo è silenziare…”, ha ribattuto Canetta. Contro replica di Quadri: “Non è che la RSI diventa imparziale invitando gli oppositori e utilizzandoli come foglie di fico. Il punto è l’impostazione della SSR che produce programmi di parte”.

 

Insomma quello tra Canetta e Quadri è stato un dibattito mancato. Più vivace, invece, come detto, lo scambio di opinioni tra Bühler e Lombardi. Il vicepresidente dell’UDC ha sottolineato come “No Billag” sia da intendere soprattutto come “una battaglia di libertà volta ad abolire una tassa obbligatoria. I cittadini devono poter scegliere di pagare per ciò che consumano. Oggi invece siamo alla coercizione di Stato”.

 

Lombardi, dal canto suo, ha ricordato come l’attuale sistema radiotelevisivo svizzero sia frutto di un compromesso costruito in decenni di lavoro. Un compromesso che consente una ridistribuzione delle risorse in chiave federalista a vantaggio delle minoranze linguistiche, come la nostra, e che si fonda anche sulla collaborazione tra emittenti pubbliche e private. “Cancellarlo, come vuol fare l’iniziativa, sarebbe profondamente anti Svizzero. È vero: questo sistema ci provoca talvolta qualche malessere. Ma il mal di testa si cura con l’aspirina e non con la ghigliottina”.

 

Poi il dibattito si è incartato sul nodo principale: la chiusura della SSR in caso di approvazione della No Billag. E qui è stato un dialogo tra sordi. Con Quadri (“una mistificazione”) e Bühler (“è la più grande bugia che si possa raccontare”) che hanno negato questa conseguenza, e Lombardi e Canetta che l’hanno sostenuta leggendo gli articoli del testo dell’iniziativa.

 

Stessa musica sul piano b. “Non può esistere perché la No Billag non lo permette”, hanno ripetuto il direttore della RSI e il senatore. “Non è vero: l’Unione arti e mestieri ha presentato un’ipotesi di lavoro. E in ogni caso, in caso di approvazione, il Parlamento avrà dei margini di manovra”, hanno replicato gli iniziativisti.
 

Possiamo star certi che da qui al 4 marzo ognuno continuerà a cantare il suo ritornello su questi punti cruciali: non ne usciremo. Agli elettori, come sempre, il compito di informarsi e di scegliere a chi credere.

 

E per concludere una nota di colore. Sul finire della trasmissione una giovane telespettatrice è intervenuta in diretta sottolineando come molti ragazzi tengano alla RSI (in apertura del dibattito era stato sfiorato il tema dell’attaccamento delle giovani generazioni alla radiotelevisione pubblica). La ragazza ha lodato gli showcase organizzati da Comano. E Canetta ha subito colto la palla al balzo citando il recente concerto di Tiziano Ferro e il prossimo di Jovanotti. “Ma organizzare lo show di Tiziano Ferro è un compito del servizio pubblico?”, ha chiesto Quadri a Canetta. “Tra i nostri compiti c’è anche l’intrattenimento. La cultura non è solo Dante o Petrarca….”. E questo è stato un gustoso cortocircuito paradossale.


AELLE



Pubblicato il 10.01.2018 22:57

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