Il giudice per i provvedimenti coercitivi ha accolto la richiesta di Fiorenza Bergomi

Il Giudice per i provvedimenti coercitivi ha confermato oggi, giovedì 4 ottobre – fissando un termine di cinque settimane - l’arresto del sindaco di Bissone Ludwig Grosa, accusato di diversi reati commessi nell’ambito del suo ruolo istituzionale.
Grosa, difeso dall’avvocato Filippo Ferrari, è stato fermato martedì pomeriggio e arrestato il giorno successivo su ordine della procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi. Le ipotesi di reato nei suoi confronti sono estorsione, diffamazione, calunnia, coazione, abuso di autorità, corruzione passiva e infedeltà nella gestione pubblica. Gli inquirenti indagano su presunte tangenti che Grosa avrebbe intascato in relazione alla compravendita di un terreno per un valore di svariati milioni di franchi. Il sindaco, che nel frattempo si è dimesso dalla carica, avrebbe fatto da intermediario tra i venditori, di nazionalità belga, e l’acquirente, un giovane e facoltoso olandese residente a Bissone.
Grosa e l’olandese avrebbero dovuto entrare in società con l’obiettivo di edificare il terreno in questione ma alla fine il sindaco avrebbe preteso dal suo “socio” una ingente somma di denaro (si parla di circa mezzo milione) per fargli ottenere il permesso di costruzione.
La rottura dei rapporti tra i due sarebbe a quel punto sfociata nel tentativo da parte del sindaco di impedire la realizzazione dell’edificio con sistemi di rilevanza penale. Questa è la tesi dell’accusa, che Grosa, per ora, sembra contestare.