CRONACA
Il PS chiede di commissariare Bissone
Il presidente e la capogruppo interrogano il Governo sul caso Grosa

BISSONE - L’arresto di Ludwig Grosa ha anche una rilevanza politica cantonale, essendo stato il sindaco di Bissone al centro di diverse segnalazioni alla Sezione enti locali (SEL) del Dipartimento Istituzioni.

Oggi, giovedì 4 ottobre, il presidente e la capogruppo del Partito socialista, Saverio Lurati e Pelin Kandemir Bordoli, hanno presentato un’interrogazione al Consiglio di Stato, con la quale propongono il commissariamento del Comune.

“L’arresto del sindaco di Bissone – scrivono - non è che l’ultimo episodio di una sorta di tragicommedia che ha investito il borgo lacustre, già patria di illustri cittadini che nel corso degli anni si sono affermati in tutta Europa e meriterebbe pertanto di meglio. Da mesi, ormai, e a parecchie riprese, i rappresentanti della sinistra nelle istituzioni locali avevano attirato l’attenzione del Consiglio di Stato e della Sezione enti locali sulla mala gestione imperante nel comune. Si tratta di innumerevoli esposti sull’agire del sindaco e della maggioranza imperante, in molte decisioni e delibere e non da ultimo sul consuntivo 2010. Esposti che al momento attuale risultano ancora quasi tutti inevasi”.

Alla luce di quanto emerso ieri su fatti di rilevanza penale, che chiamano in causa un modo d’agire anche politico non solo individuale – scrivono i due dirigenti del PS – “appare evidente che la governabilità del comune è tutt’altro che garantita e che è divenuto indispensabile, per la tranquillità dei cittadini di Bissone, operare tutti quegli approfondimenti che giacciono sul tavolo della SEL”.

Lurati e Kandemir chiedono al Governo a che punto sta l’evasione delle richieste inoltrate alla SEL e in particolare la questione relativa al consuntivo 2010, come si spiega il vistoso ritardo accumulato, fino a che punto è stato informato il Consiglio di Stato su quanto è accaduto a Bissone dall’insediamento dell’attuale sindaco e, infine, se ritiene ancora in grado il comune e la maggioranza della compagine esecutiva di gestire l’attività corrente o se, invece, non sia il caso di nominare un commissario esterno.

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