Ci sono almeno altri due indagati nell'inchiesta per presunta corruzione che ha portato in carcere il sindaco Ludwig Grosa. Tra questi il facoltoso olandese che lo ha denunciato

di Marco Bazzi
BISSONE – Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta che martedì scorso, 2 ottobre, ha portato in carcere Ludwig Grosa, 45 anni. Il sindaco di Bissone – nel frattempo dimessosi - è accusato di diversi gravi reati. I principali sono corruzione passiva, estorsione, abuso di autorità e infedeltà nella gestione pubblica.
Ma Grosa non è l’unico personaggio al centro della bufera giudiziaria che sta scuotendo il piccolo comune sul Ceresio. Almeno altre due persone sono indagate nel procedimento penale scattato sulla base di due diverse denunce. E ogni reato profilato dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi ha una storia e un perché.
La presunta tangente
Facciamo uno più uno: se c’è un presunto corrotto – nel caso specifico il sindaco – deve per forza esserci un presunto corruttore – nel caso specifico il giovane e facoltoso olandese che lo ha denunciato. Anche nei suoi confronti il Ministero pubblico ha avviato verifiche di natura penale. Martedì, mentre la procuratrice Bergomi contestava i reati a Grosa, l’olandese veniva sentito dal procuratore generale John Noseda. Ora è sì denunciante, quindi parte lesa, ma è anche imputato di corruzione attiva.
La vicenda ruota attorno alla compravendita di un terreno in territorio di Bissone che l’olandese ha acquistato da una coppia di belgi per circa due milioni e mezzo di franchi. Grosa ha fatto da intermediario nell’affare, intascando una “commissione” di circa 200'000 franchi. Una commissione singolare, pagata non dal venditore – come accade normalmente – ma dall’acquirente. E quei 200'000 franchi potrebbero fondare – stando all’accusa – il reato di corruzione passiva. Potrebbero insomma essere una tangente versata al sindaco per ottenere facilitazioni burocratiche (favori) nella futura edificazione del terreno.
Grosa, difeso dall’avvocato Filippo Ferrari, nega ogni addebito e sostiene che con l’olandese c’era il progetto di costituire una società finalizzata alla realizzazione di un’operazione immobiliare.
La tentata estorsione
Il reato di tentata estorsione (sempre presunta) si fonda invece sul tentativo di Grosa di ottenere con metodi illeciti altri soldi dall’olandese: si parla di almeno 300'000 franchi, oltre ai 200'000 versati nell’ambito della compravendita. Trecentomila franchi che l’olandese si sarebbe rifiutato di pagare.
In questo ambito si profila probabilmente anche il reato di abuso di autorità, in quanto il sindaco avrebbe approfittato del proprio ruolo per intralciare (dopo averle presumibilmente favorite) alcune pratiche amministrative relative al terreno.
La seconda denuncia
Fin qui la questione immobiliare. Ma quella dell’olandese, presentata attorno alla metà di luglio, non è l’unica denuncia contro il sindaco giunta sui tavoli del Ministero pubblico. A inizio settembre è arrivata infatti la segnalazione di un consigliere comunale socialista di Bissone. Ed ecco che spunta il reato di infedeltà nella gestione pubblica, contestato a Grosa ma non soltanto a lui.
Il film è cambiato: qui non si tratta più di una compravendita tra privati cittadini ma della nuova piscina del Lido comunale. Un progetto molto discusso. Il consigliere comunale ha sporto denuncia contro ignoti, ma ha indicato alcune persone che potrebbero aver commesso il reato in questione: in primis il sindaco.
Una fattura poco chiara
Al centro della denuncia e delle indagini c’è la fattura finale (di liquidazione) inviata al Comune dalla ditta che ha realizzato la piscina: 1 milione e 200'000 franchi. Una fattura pagata nel giro di pochi giorni, alla chetichella e senza le necessarie verifiche, su ordine di Grosa e della vicesindaco, Daniela Marazzi Fontana. La vicenda è stata oggetto di aspre discussioni politiche in seno al Municipio ed è anche stata segnalata alla sezione degli Enti Locali. Ora, in quella fattura ci sono alcune “poste” poco chiare. Tra queste, 25'000 franchi di spese legali sostenute dalla ditta che ha realizzato la piscina e pagate dal Comune.
Quindi, riassumendo, la bufera giudiziaria coinvolge altre persone, oltre al sindaco. E le denunce sono due, relative ad altrettante e diverse questioni. Intanto questa sera, lunedì 8 ottobre, a Bissone il Consiglio comunale si riunisce in seduta. E sarà senza dubbio una seduta infuocata.