Il Consiglio di Stato risponde all'interrogazione dei socialisti Lurati e Kandemir: la gestione speciale potrà entrare in linea di conto solo se il Municipio si dimostrerà incapace di gestire la crisi. E parla di inopportune insinuazioni della minoranza p

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato ha risposto oggi, giovedì 11 ottobre, all’interrogazione del presidente e della capogruppo del PS, Pelin Kandemir e Saverio Lurati, sul Bissonegate. In particolare sul ruolo giocato dalla Sezione cantonale degli Enti locali, autorità di vigilanza sui comuni e sulla richiesta di commissariare il Comune. L’atto parlamentare è stato presentato dopo l’arresto del sindaco Ludwig Grosa. E sempre oggi il Governo ha ratificato le dimissioni del sindaco.
Una misura estremamente grave
“Con ogni evidenza, il commissariamento del Comune è una misura estremamente grave per la quale un organo democraticamente eletto verrebbe messo sotto tutela per incapacità gestionale”, scrive il Governo. Il Consiglio di Stato ritiene dunque che, al momento non siano dati gli estremi per procedere alla gestione speciale, cioè al commissariamento di Bissone. Tuttavia, il Governo avverte che se l’Esecutivo di Bissone si dimostrasse incapace di gestire la situazione per dissidi interni, l’ipotesi del commissariamento potrà entrare in linea di conto. L’adozione di un simile provvedimento, spiega il Consiglio di Stato, “richiede gravi e solidi estremi che si estendano su un lasso di tempo sufficientemente lungo, per cui è legittimo concludere per l’incapacità grave dell’intero collego municipale”.
Una maggioranza eletta da pochi mesi
Ora, si legge nella risoluzione, non si può prescindere dalla constatazione che l’attuale composizione degli organi comunali è scaturita da elezioni che si sono tenute solo lo scorso aprile. In quell’occasione l’elettorato ha fatto una precisa scelta, conferendo la maggioranza a persone con una determinata visione politica.
“L’autorità di vigilanza non può, ma soprattutto non deve in alcun modo inserirsi in una diatriba politica locale volta a scardinare simili scelte. Sarà semmai la cittadinanza che sarà chiama a tempo debito a mettere in campo gli strumenti politici che la Costituzione oggi offre, cioè la revoca del Municipio”.
I dubbi sulla Sezione enti locali
Per quanto riguarda i dubbi sollevati dall'interrogazione sul ruolo svolto dalla Sezione Enti Locali (SEL), che fa capo al Dipartimento diretto da Norman Gobbi, il Governo spiega come é stata gestita la situazione.
"La SEL non ha alcuna competenza per promuovere verifiche su aspetti che potrebbero avere rilevanza penale. Solo qualora nell'esercizio delle sue competenze dovesse venire a conoscenza di prove o indizi concreti di carattere penale l'autorità di vigilanza é tenuta a darne segnalazione alla Magistratura".
Già dalla scorsa legislatura Bissone é entrato nel novero dei comuni problematici, spiega il Governo, sia per il forte conflitto all'interno dell'esecutivo, sia per la differente visione su diversi problemi, "tanto da sfociare in un clima rovente, irrispettoso delle norme attinenti al buon funzionamento del collegio, come pure in numerosi errori formali. In particolar modo questi ultimi hanno dato origine a ricorsi, istanze e segnalazioni alla SEL, nonché a due denunce penali per diffamazione".
Sospetti inopportuni da parte della minoranza
Questo contesto poco incline al compromesso, si legge nella risoluzione governativa, ha reso assai complesso il già difficile ruolo dell'autorità di vigilanza. "Da parte della minoranza locale - scrive il Consiglio di Stato - é anche stato inopportunamente insinuato il sospetto che la SEL fosse in qualche modo preventivamente informata dalla minoranza stessa per rapporto ai fatti penali che avrebbero condotto alla procedura nei confronti dell'ex sindaco Grosa. Ciò non corrisponde al vero e deve quindi essere recisamente contestato".
Insomma, la SEL non era a conoscenza degli aspetti penali su cui si sta ora concentrando il Ministero pubblico. "Dinanzi a pretese di politici locali della minoranza - per lo più espresse in occasione di fugaci colloqui verbali o via mail, con indicazioni non suffragate da prove ma basate su mere insinuazioni - affinché la SEL accertasse fatti che avrebbero potuto avere rilevanza penale, ci si é premurati di far presente agli interessati di far notare che ciò non poteva rientrare nella competenze della SEL e che qualora fossero stati effettivamente in possesso di prove concrete avrebbero avuto l'obbligo di rivolgersi direttamente alla Magistratura".
La SEL, scrive il Governo, si é sempre attivata sugli aspetti di propria competenza, ad esempio per quanto riguarda i contributi sociali e l'osservanza della legge sulle commesse pubbliche. "Sottolineiamo come dalla scorsa legislatura ad oggi siano stati aperti 12 dossier di vigilanza, di cui 10 evasi, olre a una decina di altre segnalazioni minori alle quali é stato puntualmente dato seguito".
Le parti in causa, non da ultimo per scopi di propaganda politica locale, amano sovente pubblicizzare l’istanza e la risposta ottenuta – annota il Governo -. In questo scenario di contrapposte aspettative è legittimo interrogarsi circa il giusto ruolo dell’autorità di vigilanza”.
emmebi/IC