CRONACA
Mala-edilizia: ecco cosa è successo a Stabio
Sub-subappalti. Una serie incredibile di scatole cinesi. E uno dei protagonisti finito in carcere in Italia per bancarotta fraudolenta.
di Italo Carrasco
Manno
- “Il caso è assai paradigmatico” dice il sindacato Unia riguardo l’ennesimo caso di malaedilizia che colpisce l’edilizia ticinese. Il cantiere che rilancia il profondo problema dei subappalti e dei sub-subappalti è quello dove a Stabio sorgerà la VF International.
Ecco una breve cronologia dei fatti.
La Tigestim e il primo subappalto
L’impresa generale, alla quale spetta la sovraintendenza del cantiere, è la Tigestim di Bioggio (una di quelle imprese attive da anni con una solida esperienza). Per lo stabile, che accoglierà i 600 lavoratori che si occuperanno di logistica del marchio The North Face, sono previsti lavori di metalcostruzione e vetro. E qui scatta il primo subappalto. Ad aggiudicarselo è la Skyline di Volpiano (Torino). Ed è qui che nasce il primo problema: la Skyline non dispone di un servizio di montaggio esterno. Che fare? Affidare il lavoro a un altro.
Il secondo subappalto e l'imprenditore italiano 
E qui scatta il secondo subappalto. A vincerlo è la G.N.E.O. Group di Milano che per diversi motivi decide di girare l’offerta alla Iris Consulting di Viganello, società a garanzia limitata che fa capo a Carmine Ventrella, 52enne imprenditore italiano attivo anche in Ticino. Ma la società di Ventrella, come indicato sul registro di commercio, non può operare direttamente sui cantieri.
I subappalti lievitano e diventano 4
Quindi ecco che scatta il terzo subappalto. Questa volta entra in scena la Wood & Metal di Viganello che lavorerà nel cantiere di Stabio da luglio a novembre 2011 con 4 dipendenti. La Wood & Metal sospende, alla fine di novembre 2011, i lavori perché non riceve i soldi. La Iris Consulting allora decide di affidare il lavoro (con un altro subappalto, e fanno quattro!) alla Allia Enterprise di Lugano. Titolare di quest’ultima è sempre Carmine Ventrella, che quindi subappalta a se stesso. La Allia sarà operativa a Stabio dal dicembre 2011 al febbraio 2012. Per portare a termine i lavori però la Allia decide di pescare nell’assai meno controllato mercato del lavoro italiano. In tutto sono dieci gli operai assunti.
L'impresa generale comincia a farsi qualche domanda
Ma in tutta questa selva di sub-sub-subappalti la Tigestim, l’impresa generale, che fa? Forse si accorge che qualcosa non torna, soprattutto dopo aver fatto una capatina in cantiere e aver visto i lavori. Allora decide di togliere alla Skyline, l’impresa piemontese, la commessa. Risultato: la Allia Enterprise viene allontanata dal cantiere alla fine di febbraio di quest’anno.
Le disavventure italiane di Ventrella
Nel frattempo la Guardia di Finanza di Novara è impegnata nell’operazione “Ghost Communication”. Le Fiamme gialle stroncano un’operazione finanziaria con un giro d’affari di 100 milioni di euro legata a diverse società di telefonia, con sede in Italia e altri paesi tra cui la Svizzera e il Ticino, che nascevano misteriosamente e altrettanto misteriosamente fallivano. La Guardia di finanza accerta una frode da 13 milioni di euro. L’accusa è bancarotta fraudolenta. E indovinate chi finisce in manette a Novara lo scorso maggio? Carmine Ventrella, l’uomo chiave dei subappalti al cantiere di Stabio (gestore della Iris Consulting e Allia Enterprise).
Il quinto subappalto e le responsabilità dei fiduciari compiacenti
Le due società ticinesi di Ventrella vengono poste in liquidazione dalla pretura di Lugano il 22 agosto di quest’anno. Il quinto subappalto alla fine viene affidato ad altre aziende. Ciò che però stupisce, come sottolinea anche il sindacato, é la facilità con cui nascono fantomatiche imprese attive nel ramo delle costruzioni, che però non esistono nella realtà (non hanno il materiale e la manodopera). All'orizzonte, sempre secondo i dati raccolti da Unia, si staglia una nuova figura: quella del fiduciario compiacente che contribuisce a creare finte imprese in grado di aggiudicarsi i subappalti, prendere i soldi e poi chiudere per fallimento. In pratica Carmine Ventrella prima si é appoggiato a società fiduciarie ticinesi per l'iscrizione a Registro di commercio, poi andava a prendere nell'immenso bacino di muratori disposti a tutto pur di lavorare in Svizzera.  Alla fine a perderci in questa storia è la Tigestim in qualità di impresa generale che lascia per strada un po'di soldi, ma soprattutto i lavoratori che ora reclamano con l’aiuto del sindacato almeno 200'000 franchi di salari arretrati.
La pressione italiana sull'edilizia ticinese
Il caso denunciato da Unia nasconde in se tutti gli ingredienti tipici della malaedilizia che il Ticino sta conoscendo da due anni a questa parte. Sì perché la pressione che arriva dall’Italia non è solo sui prezzi (come ricordato in conferenza stampa, ci sono imprese che a suon di offerte stracciati anche di oltre il 40% ammazzano il mercato) ma anche sulle condizioni di lavoro. Le notifiche, ad esempio, sono inoltrate via e-mail dalle imprese. Per il sindacato Unia – che ricorda la perfetta legittimità della procedura – questo è un problema perché non permette, a fronte delle migliaia di notifiche, di avere un controllo diretto. In altre parole: le regole sulla carta vengono rispettate, ma poi capita che, lavoratori in teoria pagati secondo il contratto collettivo, in realtà vengano pagati solo con acconti, senza garanzie sociali, in nero e impiegati ben oltre il tempo previsto dai permessi (per le ditte estere sono 90 giorni). Una questione che riguarda le regole stesse che, per come sono state concepite, sono ancora troppo semplici da aggirare.

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