Dopo le esternazioni al napalm dell'avvocato, il sindaco replica caricando la contraerea: "Pensi a quel che ha fatto lui in passato"

LUGANO - L’avvocato Adriano Censi, ex vicepresidente del Casinò di Lugano e rappresentante degli azionisti privati, c’è andato giù pesante questa mattina nel suo articolo sulla Regione. Un bombardamento al napalm sull’attuale Consiglio di amministrazione.
Ma il sindaco Giorgio Giudici, che in quel Consiglio siede, non gliele manda a dire: come spesso fa è lapidario. Ci pensa un attimo. Poi preme il grilletto della contraerea: “Censi? Si guardi lui prima di giudicare gli altri e ripensi a quel che ha fatto in passato quando era vicepresidente del Casinò. Un caso su tutti, tanto per essere più chiaro? Vi ricordate la vicenda Fun Time? Ecco, punto e stop”.
Già, era il 2003, il presidente del Casinò era l’avvocato Rocco Olgiati e il direttore l’indimenticato Marco Baranzelli. Anche allora, come oggi, il Casinò finì nella bufera, a causa di quella stravagante società incaricata di procacciare clienti – con uno dei titolari dal passato non proprio cristallino - che qualcuno trascurò di segnalare alla Commissione federale delle case da gioco. Tanto che fioccarono multoni e la Fun Time avviò una causa di risarcimento per rottura del contratto.
Nell’articolo pubblicato sulla Regione, Censi è stato chiaro: “Un casinò mal gestito, problematico e che ha perso oltre la metà del proprio valore”. Motivi? “La mancanza di conduzione manageriale, con esponenti di partito nel CdA, incompetenti del settore in materia, e non competenti di gestione aziendale, che tralasciano di curarsi della serietà e del rigore nella gestione come esige un casinò, hanno portato quel piccolo gioiello che gli azionisti privati hanno lasciato nel 2007, a diventare il casinò più problematico e discusso della Confederazione, che certo non può essere orgoglio né della Città e tantomeno della politica che lo gestisce”.
emmebi