CRONACA
Parla il Re: "Sono pronto a dimettermi dal Casinò"
Le bombe di Giorgio Giudici sul caso NYX: "Si faccia avanti chi pensa di essere migliore di noi. Questo é un paese di ingrati. Lasciamoli blaterare. Meschino chi usa questa vicenda per scopi elettorali. Le mie dimissioni? Anche fra cinque minuti!"

di Marco Bazzi

MADONNA D’ARLA – Sono le undici di domenica 28 ottobre. Giorgio Giudici è un fiume in piena. “Erasmo ha ragione”. “È un paese di ingrati”. “Noi non siamo incollati alle poltrone”. “Sono pronto a dimettermi”. “Si facciano avanti i pretendenti”. “Abbiamo fatto il nostro dovere. Siamo solo stati sfortunati”. “Meschino chi usa la vicenda del NYX a scopi elettorali”.

Spara a raffica, il sindaco di Lugano. Senza peli sulla lingua. Pane al pane. Come sempre. Ma andiamo con ordine.

“Sono qui nella mia casa di Madonna d’Arla – dice -. C’è una tormenta di neve che fa bene all’aria. La Valcolla è uno spettacolo… le colline imbiancate… Un paesaggio immacolato, una meraviglia. Anche questa è Lugano. E io dovrei preoccuparmi di queste polemicucce? No, mi godo la tranquillità e lo spettacolo della natura”.

Dal suo “buen retiro” ai piedi del San Lucio, Giudici parla a ruota libera dopo le dichiarazioni del vicesindaco e presidente del Casinò Erasmo Pelli al Caffè: “Con l’esperienza di oggi posso dire che noi politici siamo fuori posto nel Consiglio di amministrazione. Ci vogliono dei tecnici con competenze specifiche”.

Siamo ai margini del caso NYX, lo scandalo che ha portato in carcere con gravi accuse di malversazioni, e non solo, i titolari della discoteca: il peruviano Hector “Tito” Bravo Moron, il Re della movida luganese, e l’italiano Paolo Guarnieri, consulente marketing del Casinò. Siamo sul fronte politico della vicenda giudiziaria.

Da più parti, dopo lo scoppio della bomba al NYX, il locale che due anni fa i vertici del Casinò hanno dato in gestione ai due arrestati, si è levata la richiesta di dimissioni: a casa il Consiglio di amministrazione. E oggi Pelli ha aperto la strada.

“Con Erasmo ne abbiamo parlato – dice Giudici -. Mi aveva accennato qualcosa su quello che intendeva dichiarare. Ha ragione. Noi non siamo incollati alle poltrone. Se qualcuno pensa che siamo fuori posto e di essere migliore di noi si faccia avanti. Le mie dimissioni? Pronto a metterle sul tavolo anche domani. Anzi, adesso, fra cinque minuti. Nessun problema. Del resto, le avevo già date tre anni fa, perché intendevo terminare il mio mandato nel Consiglio d’amministrazione, ma poi le ho tenute in sospeso perché mi sono reso conto che dovevo dare un colpo di mano nell’amministrazione del Casinò. E se adesso qualcuno è interessato a rilevare le azioni della Città, si faccia avanti: pronti, via!”.

Poi il sindaco sgancia le bombe contro chi in questi giorni ha attaccato duramente il Consiglio di amministrazione: dall’UDC al PPD, dall’ex vicepresidente del Casinò Adriano Censi al sindacalista Nando Ceruso. Nessun nome, nessun riferimento preciso a scritti e dichiarazioni: sono sottintesi. Il tono di voce non cambia. Rimane calmo, quasi “zen”. Ma i colpi sono duri e precisi, come quelli di un vecchio maestro di arti marziali.

“Questo è un paese di ingrati. Ognuno si sente in diritto di parlare e di giudicare, anche quelli che non hanno combinato niente in vita loro. È un paese di ‘soloni’ (ndr: saccenti e moralisti, dalla figura del celebre legislatore greco Solone). È facile sparare a zero quando non si hanno funzioni decisionali. Comunque, andiamo avanti così che andiamo bene. Sia chiaro: gli altri si preoccupano più di quanto ci preoccupiamo noi per quello che è successo. Lasciamoli blaterare”.

È un fiume in piena, Re Giorgio. “Ognuno dica e faccia quello che vuole. Io, con gli anni che ho, sono abbastanza filosofo, e certe cose mi scivolano via come l’acqua sulla pietra. Noi, come Consiglio di amministrazione, abbiamo fatto il nostro dovere. In questa vicenda abbiamo avuto sfortuna. Tutto qui”.

E ancora: “Tra pochi mesi ci saranno le elezioni comunali e usare la vicenda del NYX per scopi politici è meschino. Ripeto: se c’è da rimettere il mandato io sono pronto a farlo anche tra cinque minuti. Non ho di sicuro vantaggi diretti nel Casinò, ma solo il dovere di difendere la Città e i suoi interessi. Purtroppo ci siamo imbattuti in compagni di viaggio che hanno tradito la nostra fiducia. Cosa possiamo farci? A volte la vita è fatta così. E ora, in questo splendido panorama immacolato torno alle mie piccole occupazioni e le auguro una splendida domenica”.

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