Il Governo ha approvato la revisione parziale della legge sulla protezione civile. Più formazione per i quadri e limiti ai giorni di servizio

BELLINZONA - In Ticino sono circa 6’000 le persone che per qualche settimana all’anno, a dipendenza della funzione, indossano la divisa verde-arancione per prestare servizio nella Protezione civile. Per loro, a partire dall’anno prossimo, ci sono alcune novità decise oggi dal Consiglio di Stato che ha approvato una revisione parziale della Legge cantonale sulla protezione civile. Parziale perché la Confederazione prevede una nuova revisione parziale a corto termine ed una revisione totale della legge in materia dopo il 2015. Ecco le principali modifiche che toccano direttamente i militi.
Introduzione di un limite della durata del servizio di protezione civile
Anche se teorico – perchè nella maggior parte dei casi i giorni di servizio sono molto meno - è stato stabilito un limite massimo di 40 giorni all’anno. Un massimo di tre settimane all’anno sono invece garantite per interventi di pubblica utilità (ad esempio in caso di manifestazioni a carattere nazionale o internazionale). Una codificazione più precisa e valida per tutti gli impieghi in divisa che toglie dal campo eventuali abusi nella riscossione delle indennità di perdita di guadagno (ovvero le indennità riconosciute a tutti i militi che prestano servizio e quindi devono assentarsi dal lavoro). Tutto nasce, dicono dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione, dal caso eclatante di qualche anno fa in Svizzera interna, dove in un comune un impiegato era allo stesso tempo responsabile della locale protezione civile. Le autorità di controllo scoprirono che il dipendente del comune aveva dichiarato 300 giorni di servizio. In pratica il suo stipendio era coperto dalle indennità per perdita di guadagno.
Più formazione per i quadri
Da qualche hanno al’interno della Protezione civile ci sono i gradi. Dai caporali (o capi gruppo) in su l’impegno in divisa aumenta per garantire – dice il Governo -una migliore operatività ed una maggiore prontezza ed efficienza . È stata inoltre portata a 26 anni l’età entro la quale i militi devono assolvere l’istruzione di base, facilitando così la compatibilità tra gli studi e gli obblighi di servizio.
Corsi di ripetizione per quadri e specialisti
La revisione parziale della legge darà la possibilità per i quadri e gli specialisti di effettuare dei corsi di ripetizione della durata massima di 14 giorni. Il Consiglio di stato fa sapere inoltre che sono stati stipulati degli accordi di reciproca assistenza con i paesi limitrofi in caso di catastrofe o di sinistro grave. Sarà quindi possibile fare i corsi di ripetizione anche in un paese confinante. Tale possibilità rimane comunque remota perché in realtà è molto difficile che un paese occidentale, ci dicono sempre dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione, chieda aiuto alla Svizzera: sarebbe come ammettere le proprie debolezze.