Ha chiuso oggi a Lugano lo storico bar Indipendenza. L'ex deputato ricorda le serate "minestrone e trippa" e a chi dice che era un locale poco pulito risponde: "La sporcizia vera cercatela in certi esercizi pubblici alla moda"

LUGANO - Oggi hanno venduto il mobilio. Ultimo atto di una chiusura annunciata. Il Bar Indipendenza, locale storico nell’omonima piazza di Lugano, ha ceduto all’avanzare della “modernità”. Quando, in seguito alla vendita e alla prevista ristrutturazione del palazzo dove sorge il bar, si seppe la notizia della chiusura, Jacques Ducry, ex deputato, ex magistrato e oggi “libero pensatore”, si arrabbiò.
Ora di fronte alla dura realtà che dice Ducry?
“Dico che purtroppo un ritrovo vero, autentico, popolare e schietto, uno dei pochi rimasti a Lugano, ha chiuso. A beneficio, probabilmente, di novità non forzatamente migliori: l’importanza del denaro ha prevalso sui sentimenti e la denominazione di questo ritrovo dimostra ancora una volta come l’indipendenza, la libertà e la giustizia sono valori sempre più maltrattati da coloro che li usano solo per i propri interessi”.
Lei ci andava spesso all’Indipendenza?
“Ero un frequentatore saltuario e ho organizzato in un paio di occasioni con un gruppo di amici serate a base di minestrone e trippa. A Lugano, non è facile trovare ancora questi piatti tradizionali. E la gentilezza e la disponibilità dei gerenti ci hanno permesso di trascorrere ore liete in vera amicizia”.
Un saluto ai gerenti?
“Rendo loro omaggio, sperando che il clima umano che si è creato in quel locale possa ritrovarsi almeno sul marciapiede davanti alla triste saracinesca che si è chiusa definitivamente”.
Qualcuno ha detto che era un locale “poco pulito”
“Non ho mai notato un granello di sporcizia. Probabilmente la sporcizia vera bisogna cercarla altrove… In altri esercizi pubblici alla moda!”.
emmebi